Per baciargli i piedi c’è la fila e ognuno aspetta il suo turno. Lui, intanto, se ne sta seduto comodo su una poltrona nella sua teca climatizzata. La persona venerata è il maestro spirituale indiano Sant Rampal Ji Maharaj. Una figura osannata come un idolo dai suoi fedeli, ma molto controversa. Nel 2018, l’uomo è stato condannato all’ergastolo insieme a ventisei seguaci con l’accusa di omicidio. È tornato in libertà nel 2025.
@history_delmundo @practicalmagicmovie ???? THE SPIRITUAL LEADER WITH A CLIMATE-CONTROLLED GLASS CABIN Indian spiritual leader Sant Rampal Ji Maharaj has drawn attention online for traveling in a glass, air-conditioned enclosure while followers gather around him seeking blessings. Videos showing the unusual setup have sparked debate and criticism across social media. ???? Some followers see it as part of their devotion, while others question the extravagant display. What do you think? ???? ???? Disclaimer: Shared for commentary and informational purposes. Social-media claims and footage may lack full context. ✨ Follow @history.delmundo @historydelmundo #India #Religion #Viral #DidYouKnow #PracticalMagic2Edit ♬ original sound – history_delmundo
Chi è Sant Rampal Ji Maharaji
Sant Rampal Ji Maharaj, nato Rampal Singh Jatain l’8 settembre 1951 nel villaggio di Dhanana (oggi distretto di Sonipat, Haryana, India), è un predicatore indiano legato al Kabir Panth, una tradizione spirituale e una setta religiosa indiana nata nel XV secolo. Lui e i suoi seguaci lo considerano un’incarnazione di Kabir, poeta mistico indiano ritenuto la divinità suprema, e sostengono che tutti i principali testi religiosi lo nominerebbero come tale. I fedeli lo presentano come un maestro illuminato capace di guarigioni miracolose, la stampa indiana lo definisce un “self-styled godman” (guru autoproclamato) controverso.
La sua figura è segnata da una lunga serie di vicende giudiziarie: nel 2006 fu accusato di omicidio dopo scontri con i seguaci dell’Arya Samaj che causarono una morte, e restò in carcere 21 mesi prima di ottenere la libertà su cauzione. Nel novembre 2014 il suo ashram di Barwala fu assediato per giorni dalla polizia, che tentava di arrestarlo per oltraggio alla corte dopo ripetute mancate comparizioni in tribunale. Negli scontri morirono sei persone e ne furono ferite centinaia, tra cui numerosi agenti e giornalisti, prima che Rampal venisse infine arrestato insieme a centinaia di seguaci.
Nel 2018 fu condannato all’ergastolo, insieme a ventisei seguaci, per omicidio. Nell’agosto 2025 l’Alta Corte di Punjab e Haryana ha sospeso la sua pena detentiva, citando prove mediche “discutibili”, l’età dell’imputato e l’assenza di opposizione da parte dei familiari delle vittime.