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“Un paesaggio funerario che combacia con il racconto del Vangelo”: la vera tomba di Gesù potrebbe essere un antico giardino sotto la Chiesa del Santo Sepolcro

Lo rivela un rapporto di 98 pagine pubblicato sulla rivista archeologica dello "Studium Biblicum Franciscanum" di Gerusalemme. La scoperta arriva al termine di una campagna archeologica durata anni

di Redazione FqMagazine
I riferimenti biblici coincidono con la posizione del sito - 3/4

I riferimenti biblici coincidono con la posizione del sito - 3/4

Anche la posizione del sito rispetto alle mura cittadine coinciderebbe con altri due riferimenti biblici: l’apostolo Giovanni colloca la crocifissione vicino a Gerusalemme, mentre la Lettera agli Ebrei parla di Gesù che soffrì “fuori della porta della città“. Gli scavi hanno confermato che, all’epoca di Cristo, la cava si trovava effettivamente fuori dalle mura, ma vicino al centro urbano. Entrambe le ipotesi, dunque, potrebbero avere credito.

Circa due secoli dopo l’abbandono del sito, una struttura romana costruita sotto Adriano aveva reso la tomba inaccessibile, tagliando anche la vicina roccia del Calvario, il luogo associato alla crocifissione. Fu Costantino, nel IV secolo, a far demolire quella struttura e a far scavare nello stesso punto per riportare alla luce la camera venerata, isolandola dalle tombe circostanti per costruirvi attorno il primo santuario cristiano.

Le prove raccolte non permettono comunque di identificare con certezza chi ci fosse nella tomba: nessuna iscrizione fa riferimento a Gesù e non è possibile dimostrare che la camera fosse nuova o che fosse appartenuta a Giuseppe di Arimatea, come raccontano i Vangeli. Secondo il testo biblico, fu proprio quest’ultimo a chiedere a Ponzio Pilato il corpo di Cristo dopo la crocifissione, per poi avvolgerlo in un lenzuolo e deporlo nella propria tomba scavata nella roccia, mai utilizzata prima.

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