L'intreccio di giardini e sepolture citato nel Vangelo di Giovanni - 2/4
Secondo il rapporto, il sito è nato come una grande cava di pietra scavata nel fianco di una collina fuori dalle antiche mura di Gerusalemme, con alcune zone che scendevano fino a quasi 6 metri sotto l’attuale pavimento della chiesa. Con il progressivo esaurimento dell’attività estrattiva, le aree più profonde sono state riempite di terra e suddivise da muretti a secco, dando vita a piccoli appezzamenti coltivabili. Le pareti di roccia lasciate scoperte dalla cava, invece, si sono rivelate perfette per delle camere sepolcrali.
Gli studiosi hanno datato questo paesaggio coltivato analizzando gli strati archeologici e i reperti di ceramica trovati nei riempimenti della cava: un arco temporale che va dall’abbandono del sito fino alla ricostruzione dell’area voluta dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C., e che comprende quindi anche gli anni della vita di Gesù. Non esiste però, hanno chiarito i ricercatori, una datazione di laboratorio assoluta dei resti vegetali, quindi non è possibile dimostrare che il giardino fosse coltivato esattamente al momento della crocifissione.
“La presenza di coltivazioni è testimoniata da resti archeobotanici e pollinici, che ci hanno permesso di ricostruire un paesaggio adatto al pascolo, con vegetazione naturale utilizzata per questo”, ha sottolineato Stasolla. Le tombe scoperte si aprivano tutte nella stessa ex cava, a diverse altezze, collegate da stretti sentieri tra le camere sepolcrali e gli appezzamenti coltivati. Un intreccio di giardini, pascoli e sepolture che, secondo i ricercatori e quanto riportato dal Daily Mail, ricalca da vicino quanto scritto nel Vangelo di Giovanni: “Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto”.