"Festeggio con 200 persone, organizza tutto un mio amico" - 2/3
Una donna tornata alla ribalta delle cronache indirettamente per i locali notturni della figlia gestiti con l’ex compagno Davide Lacerenza. Locali che finiscono nei guai per la gestione della Gintoneria, tra presunti giri di coca e prostituzione. Che vita… Ora, il prossimo 2 settembre, Wanna Marchi festeggia 84 anni. Un compleanno, confessa al settimanale Gente, che festeggerà “con una festa con 200 persone: un mio carissimo amico, siccome è anche il suo compleanno, ha organizzato tutto lui. Se fosse per me, non festeggerei”. Continua a fare selfie in giro, continua a vivere la sua vita in piena libertà. “Non ho intenzione di morire: ho tante cose da fare“. Per esempio? “Dipingo. Poi sono stata a teatro in giro per l’Italia con lo spettacolo di Giuseppe Cruciani: uno successone. Vado anche a cucinare nei ristoranti dove mi richiedono. Sono una brava cuoca. Il mio forte sono i tortellini”. In una di queste cene a casa del suo ex socio, il marchese Attilio Capra de Carrè ha conosciuto In una di queste cene ha conosciuto Marcello Dell’Utri, allora braccio destro di Silvio Berlusconi. “Che uomo eccezionale Dell’Utri. È venuto a trovarmi suo figlio qualche sera fa. Un bellissimo uomo, avrà 40 anni. ‘Diglielo al tuo papà che venga a trovarmi, ho tanta voglia di vederlo’ gli ho detto. E lui mia ha promesso che me lo porta. Un signore, colto. Come Feltri. Con Vittorio ci conosciamo da anni, eravamo a cena insieme la settimana scorsa”.
Tra le amicizie c’è anche quella di Fabrizio Corona. Ma qui interviene Stefania, che da Fabrizio è stata colpita pesantemente: “Non vedo l’ora che lo arrestino. Corona con me è stato veramente cattivo: ci ho lavorato sei mesi, ho assunto suo figlio nel mio locale, lo conosco da quando è nato. E poi si è comportato così. Tutti i giorni passava alla Gintoneria, tutte le sere telefonava a mia madre, la chiamava mamma. Lo conosco bene: è davvero un pezzo di m…”. Poi ricomincia Wanna che ricorda al settimanale Gente che quando era in carcera venne a trovarla Daniela Santanchè. “Venne in veste ufficiale. Ma era mezza nuda: che vergogna, signora. Me la ricordo ancora: una donnona alta, con questi pantaloni di pizzo bianchi trasparenti, tutta nuda. Sembrava… vabbè lasciamo stare. Ma dico, una politica: così va in giro? Mia figlia le ha detto di andarsene, che non volevamo vederla”.