Ravagnani dalla Thailandia: "Sto riscoprendo il mio corpo" - 2/3
Lo spiega così: “Ora sto riscoprendo il mio corpo e – in generale – il profondo valore spirituale del corpo, che passa dall’intimità, dal contatto, dal piacere, dalla bellezza, dalla fragilità. E desidero viverlo fino in fondo, soprattutto con libertà. Perché dove c’è libertà c’è autenticità. E se c’è autenticità, allora possono nascere cose, situazioni, relazioni vere”. Da questa consapevolezza nasce, secondo lui, la possibilità di costruire legami sinceri con gli altri e con il mondo.
E ancora: “Forse per molti sarà banale, ma per me no: voglio vivere il mio corpo con libertà perché desidero vivere con libertà. (e intendo: prendermene cura, potenziarlo, valorizzarlo, farci qualcosa di buono, mostrarlo, amarlo)”. Le sue riflessioni si allargano infine al rapporto con la fede e con la comunità ecclesiale, in un appello a non lasciare che il giudizio soffochi lo spirito: “Il problema è mio, che non sono ancora veramente libero dai giudizi altrui. Voglio essere libero di vivere una spiritualità autentica, di pensare e parlare di Dio come meglio credo. Voglio essere parte della Chiesa come un figlio libero. Se non c’è libertà, non c’è spirito, non c’è Dio, non c’è uomo”.