Ryan Blackley: "Tornare a vivere in UK? Non credo lo faremo mai" - 2/2
Nel Regno Unito la famiglia spendeva circa 2670 euro al mese circa 2.286 sterline tra mutuo, bollette e cibo. In Thailandia le spese mensili sono scese a 1800 euro, circa 70 sterline al giorno per tutti e quattro. Dopo essere atterrati a Chiang Mai con due valigie e uno zaino a testa, la famiglia ha visitato diverse città del Paese. Scaduto il visto turistico da 60 giorni, ha fatto tappa in Laos per richiedere un permesso quinquennale che permette di soggiornare nel Paese, lavorando però da remoto. E nell’agenda sono previsti viaggi in Malesia e Singapore.
Un’altra scelta controcorrente riguarda l’istruzione dei figli, sottratti al sistema scolastico tradizionale in favore del cosiddetto world-schooling (l’educazione itinerante in giro per il mondo). “Il sistema scolastico è del tutto obsoleto. Per noi il concetto di vita tradizionale è capovolto: devi andare a scuola, poi lavorare e infine goderti la vita a 68 anni. Ma chi ti assicura che ci arrivi o in che condizioni di salute sarai? In questo modo stiamo insegnando tutto noi ai bambini: lettura, scrittura, matematica, inglese e tutte quelle competenze pratiche che a scuola non insegnano”.
Jess ha aggiunto di essersi stancata della routine del tragitto scolastico quotidiano: “Ogni volta che andavo a prendere Noah gli chiedevo com’era andata e mi sentivo dire solo ‘Questo bambino si è comportato male’ o ‘A quello hanno segnato il nome sulla lavagna’. Mai una cosa positiva. Mi sono chiesta: che senso ha? Gran parte del tempo a scuola viene speso a gestire i bambini problematici, ma quanto tempo si dedica davvero all’apprendimento?”. La quotidianità dei Blackley in Asia è semplice e senza sfarzi: “Vivevamo in una casa grande e ora viaggiamo con due valigie e uno zaino ciascuno. Ti fa capire quanto poco ti serva davvero nella vita“, racconta Ryan.
Se torneranno mai a vivere in Gran Bretagna? “Siamo in giro già da quasi sei mesi e non credo che torneremo mai a viverci, se non per fare visita ai parenti. Ovviamente abbiamo tenuto la casa nel Regno Unito: se tutto dovesse fallire, semplicemente torneremo indietro. Ma avere una base in Asia ci dà una libertà enorme. Andiamo al nostro ritmo. Capisco che possa spaventare l’idea di andare verso l’ignoto, ma eravamo una famiglia del tutto normale con il sogno di dare ai propri figli una vita diversa”.