Alyssa Milano: "Uno dei medici minimizzava i miei sintomi" - 3/3
Solo in quel periodo, ha iniziato a percepire che il suo dolore fosse riconosciuto. Ma non da tutti: “Uno dei miei medici ha minimizzato i miei sintomi e molti dei miei colleghi, persino donne, facevano ancora fatica a capire che stessi soffrendo davvero”. Durante il percorso, però, ha incontrato anche persone che le hanno dato il coraggio di affrontare la malattia, le hanno spiegato il valore del cercare aiuto e dato la forza di guarire.
“Il punto con le malattie mentali è questo: non sempre mostri di essere malato e le risposte non sono sempre chiare o in bianco e nero. Ma non dovremmo affrontare queste sfide ponendo ulteriori ostacoli davanti agli americani che hanno disperatamente bisogno di cure. Io sono stata abbastanza fortunata da avere i mezzi e l’assicurazione sanitaria per ottenere l’aiuto e il supporto di cui avevo bisogno. Cosa succede a quelle madri che non hanno il tipo di sostegno che ho ricevuto io?”
Da qui, l’appello, già otto anni fa, per chiedere ai legislatori di approvare politiche per aprire l’accesso ai servizi sulla salute mentale: “Ricordiamoci a vicenda che nessuno dovrebbe affrontare queste sfide da solo“.