Simon Le Bon: "A Sanremo sono scivolato su un frangiflutti e mi sono rotto un piede" - 2/2
Con l’Italia, la band ha un rapporto particolare. A Le Bon sono stati dedicati il romanzo e film “Sposerò Simon Le Bon”: “Sono molto lusingato e onorato – ha rivelato l’artista -. Molto tempo fa ho incontrato l’autrice, ma non ho mai visto il film né letto il libro in italiano”. Su Sanremo, invece, dove la band è stata ospite per due volte: “Nel 1985 stavo facendo una passeggiata al chiaro di luna, sono scivolato su un frangiflutti e mi sono rotto un piede. Ero lì con l’asta vuota e Andy Taylor che rideva come un matto. Nel 2025, invece, ci siamo sentiti trattati come dei reali”, ha fatto sapere Le Bon.
Tra gli artisti italiani, ammira Victoria De Angelis, ex bassista dei Maneskin. “È salita sul palco con noi e ha lavorato a un nostro album. È una persona eccezionale e una bassista fuori dal comune: quando sale sul palco la sua energia solleva l’intera sala“.
Le Bon, durante l’intervista, ha detto la sua anche sulla musica creata con l’AI: “Ho letto testi creati in stile Duran Duran e fanno veramente schifo. Non c’è sentimento né emozione e senza questi elementi non si può parlare di arte”. Il rimpianto è sugli inizi, “quando abbiamo firmato dei contratti tremendi e siamo stati sfruttati”. Un desiderio non realizzato, invece, sarebbe “suonare al Super Bowl”.