Alice De Andrè: "Sono cresciuta con la paura della solitudine" - 2/3
Durante l’intervista, la nipote di Faber ha rivelato anche il suo rapporto con il tempo: “Sono cresciuta con una mamma iperattiva, una che deve riempire il tempo e quindi sono cresciuta anch’io con quest’ansia, soprattutto con la paura della solitudine“. La noia, invece, “faccio ancora un po’ fatica a gestirla”. La sua fragilità più grande, invece, è “di non essere compresa, di sentirmi fuori luogo, sentirmi un pesce fuori d’acqua. Mi sono sempre sentita così da bambina. Non sono stata bullizzata solo al liceo, ho subito bullismo anche alle elementari. Sono dovuta crescere molto in fretta e non riuscivo mai a trovarmi con i miei coetanei”.
Nonostante abbia vissuto la sofferenza del padre nell’imporsi dal punto di vista artistico, lei ha continuato ad inseguire il suo sogno. Cristiano De Andrè le ha detto di fare ciò che voleva “e questo è un grande insegnamento che mi è rimasto. Mi sono fatta tanto male, ma per quanto la paura sia grande, è più grande l’istinto. Poi prendo le facciate. Ho fatto un monologo alle Iene e mi sono presa una facciata, sono stata massacrata come la raccomandata che si lamenta del cognome”.
Sulla mamma Sabrina La Rosa invece: “Ha creduto in me dal primo istante, è una parte di me. Mi mi ha sempre spronata in tutto. È sempre stata lì in ogni fase della mia vita, in ogni momento brutto, in tutti i no che ho ricevuto”.