Il fattore tempo e i cacciatori notturni - 3/4
Il successo di un recupero è dettato da una rigida logistica e dalle dinamiche marine. “La tempestività è fondamentale”, sottolinea il Signore degli Anelli. “Se intervengo dopo uno o due giorni riesco quasi sempre a ritrovare l’oggetto; quando trascorre più tempo, invece, la ricerca diventa molto più difficile. Incidono anche le condizioni del mare. Se è agitato non si può lavorare bene e, in ogni caso, io entro in acqua soltanto fino a quando arriva all’altezza del collo: non mi immergo e non effettuo ricerche al largo. Preferisco le prime ore del mattino, quando il mare è generalmente più calmo e sulla spiaggia ci sono poche persone”.
Un altro elemento cruciale è la riservatezza, necessaria per evitare che “sciacalli” dell’oro battano la zona sul tempo. “Consiglio sempre di non divulgare troppo la notizia e soprattutto di non indicare pubblicamente il punto preciso dello smarrimento”, avverte Lanfredi. “Ci sono persone che, anche durante la notte, percorrono le spiagge alla ricerca di anelli e monili d’oro da rivendere“. Proprio per questo motivo, il protocollo di restituzione è inflessibile: “Prima di riconsegnarla chiedo alla persona di indicarmi che cosa è inciso all’interno dell’anello. È una verifica semplice, ma indispensabile per evitare che la fede finisca nelle mani sbagliate”.