Il mondo FQ

"Erano anni in cui ti offrivi per risolvere un problema e ti lasciavano fare. Oggi è impensabile" - 2/3

Sara Mormino vive da oltre vent'anni all'estero. Partita da Roma, è arrivata prima a Dublino, poi a Londra, dove ha avuto una carriera brillante nelle multinazionali dell'high tech. Ma la vita privata l'ha portata a un ripensamento. E a una nuova scelta
"Erano anni in cui ti offrivi per risolvere un problema e ti lasciavano fare. Oggi è impensabile" - 2/3
Icona dei commenti Commenti

“Erano anni in cui ti offrivi per risolvere un problema e ti lasciavano fare. Oggi è impensabile”

“Non ho mai costruito la mia carriera seguendo un piano preciso. Mi guidava la curiosità. In quegli anni bastava alzare la mano e dire che volevi occuparti di un problema: se dimostravi di avere voglia, ti lasciavano fare. Oggi sarebbe impensabile”. Google divenne la sua università. Imparò il management sul campo, osservando i dirigenti, assumendosi responsabilità sempre maggiori e sperimentando ogni giorno qualcosa che non aveva mai fatto. “È stata una scuola di vita prima ancora che di business. Ho avuto manager che mi hanno dato fiducia e io ho cercato di meritarmela. Ho lavorato tantissimo, ma sono stata anche fortunata a trovarmi in quel momento storico, quando tutto era ancora da costruire”.

Nel 2009 arrivò YouTube. Google aveva appena acquistato la piattaforma e Sara assistette dall’interno alla nascita di un ecosistema che ancora non aveva un nome. Gli influencer non esistevano, i creator era ragazzi che pubblicano video senza immaginare che quella passione potesse diventare un mestiere. “Quello che mi colpiva era che, per la prima volta, non fosse più qualcuno a decidere cosa il pubblico dovesse guardare. Era il pubblico a scegliere. Bastava avere un’idea e condividerla”. Iniziò così un decennio trascorso tra diversi continenti. Il suo lavoro consisteva nel convincere aziende e inserzionisti che quei ragazzi davanti a una webcam rappresentavano il futuro dell’intrattenimento. Ricorda ancora un festival a Berlino in cui doveva tenere una presentazione istituzionale. Davanti a migliaia di adolescenti però decise di cambiare programma all’ultimo momento.

“Feci salire i creator sul palco. La gente urlava come a un concerto rock. In quel momento capii quanto fosse forte il legame tra loro e il pubblico”. Negli anni successivi guidò team globali, contribuì alla crescita di YouTube e poi scelse Pinterest, attratta ancora una volta dal piacere di costruire qualcosa che non esisteva. Ma mentre la carriera accelerava, la vita le presentava un conto diverso. La prima crepa arrivò nel 2011, con la morte del padre. Dublino non era mai riuscita a diventare casa per doversi motivi: il clima, lo stile di vita, la difficoltà nel creare relazioni. Chiese di trasferirsi a Londra e il suo capo le suggerì di informarsi per far spostare con lei l’intero team operativo. Una richiesta che sembrava fantascientifica diventò realtà, per la gioia sua e della sua squadra.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione