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Ucraina, raid russi su Kiev durante la visita di Merz: colpito il Ponte Nord. Mosca: “Combatteremo anche per lo 0,01 del Donetsk”

Droni contro l'infrastruttura, già presa di mira sabato, nelle stesse ore in cui il cancelliere arriva a sorpresa: siglerà anche un accordo per la produzione congiunta di velivoli senza pilota
Ucraina, raid russi su Kiev durante la visita di Merz: colpito il Ponte Nord. Mosca: “Combatteremo anche per lo 0,01 del Donetsk”
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Una visita a sorpresa, organizzata in gran segreto con un treno speciale, “inaugurata” da un raid con droni sul Ponte Nord di Kiev, già colpito sabato dai russi. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è arrivato nella capitale dell’Ucraina per la seconda volta, accompagnato dal ministro dell’Economia Katherina Reiche e da dieci imprenditori dei settori della difesa e dell’energia, compresi dirigenti di Siemens Energy, Hensoldt, Diehl Defence e Quantum Systems. Durante il suo incontro con Volodymyr Zelensky, Merz ha annucniato un pacchetto di misure che prevede lo stanziamento di un miliardo di euro in aiuti militari e 350 milioni di euro per interventi nel settore energetico. Allo stesso tempo, il cancelliere solleciterà il governo ucraino a compiere progressi sulle riforme richieste dai partner dell’Ue, compresa la lotta alla corruzione.

In concomitanza con il suo arrivo, ha annunciato il sindaco Vitali Klitschko, il ponte Pivnichnyj (Ponte Nord) di Kiev è stata di nuovo colpito: “Impatto sulla carreggiata. I servizi di emergenza sul luogo”, ha affermato su Telegram nell’annunciare lo strike di Mosca. In precedenza erano risuonate le sirene antiaeree, che segnalavano l’avvicinamento di droni alla città. Zelensky ha spiegato che nel corso della notte, i russi hanno lanciato contro l’Ucraina 135 droni d’attacco, più di 50 dei quali a propulsione a reazione: “Sono state colpite Kyiv, Dnipro e le regioni di Kharkiv, Donetsk, Sumy e Zaporizhzhia. E tra i principali obiettivi di questi terroristi, come sempre, ci sono normali edifici residenziali, infrastrutture critiche: tutto ciò che costituisce la vita quotidiana. In alcune comunità si sono verificate interruzioni di corrente. I nostri servizi stanno operando nei luoghi colpiti”. Una vittima si è registrata a Sumy.

“Se la Russia non viene fermata, la sua macchina da guerra prima o poi si rivolgerà contro di noi”, ha affermato Merz dopo il suo arrivo nella capitale. “Sono qui oggi perché l’Ucraina ha bisogno di tutto il nostro sostegno nelle prossime settimane”, ha aggiunto il cancelliere, che arriva a Kiev il giorno dopo che la Russia ha invitato i diplomatici stranieri a lasciare la città, in un crescendo dell’intensità dei massicci raid contro la capitale, oramai su base quotidiana e durante tutto l’arco della giornata. Attacchi destinati, come ha precisato la Russia, a proseguire. “Oggi dirò al presidente che possono continuare a contare sul nostro aiuto”, ha precisato Merz. Il cancelliere ha organizzato la missione in Ucraina in un momento anche di forte difficoltà interna, con l’avanzare dell’AfD nei land orientali del Paese e il crollo del suo partito. Durante la sua visita il cancelliere ha lanciato un appello direttamente al capo del Cremlino. “Signor Putin, ponga fine a questa guerra priva di senso! Siamo pronti ai colloqui, siamo pronti a parlare della fine di questa guerra. Ma questi attacchi barbarici alla società civile ucraina devono avere una fine” ha detto.

A margine dell’incontro con Merz, Zelensky ha annunciato che gli Stati Uniti intendono organizzare colloqui trilaterali con rappresentanti russi e ucraini alla fine di ottobre, nell’ambito degli sforzi diplomatici americani per trovare una via d’uscita dal conflitto. “La parte americana è attualmente in contatto con l’Ucraina e la Russia e propone di organizzare, in un modo o nell’altro, una riunione a livello tecnico in formato trilaterale entro la fine di ottobre”, ha dichiarato Zelensky durante una conferenza stampa. “Ho confermato loro che la nostra parte è pronta a sostenere questa tempistica“, ha aggiunto. Zelensky non ha specificato dove si sarebbero svolti i colloqui, ma ha affermato che l’Ucraina è “aperta agli Emirati o a un altro Paese proposto dalla parte americana”.

Dall’altra parte, il ministero della Difesa di Mosca ha assicurato di avere in programma ulteriori raid contro le infrastrutture ucraine, come “risposta alle minacce” di Zelensky, che ha parlato di aumentare l’offensiva contro le raffinerie russe. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate da Zelensky, gli attacchi delle forze armate si legge nelle nota. Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha inoltre specificato che Mosca non è disposta ad arretrare sul Donetsk: “È pronta a combattere anche per lo 0,5 o lo 0,01 del territorio”. Il Donetsk, “fa parte della Federazione russa, non c’è nulla di cui discutere”, ha detto in un’intervista a Pavel Zarubin, il giornalista di Vesti a cui da tempo il Cremlino affida i suoi messaggi più importanti.

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