Un'intuizione nata dalla noia del lockdown: la storia Gian Marco Tonello - 3/5
L’origine di questo “superpotere” professionale risale ai mesi più duri della pandemia. “Ho aperto la mia prima gioielleria nel gennaio 2020. Poi è arrivato il Covid che mi ha praticamente fatto perdere due anni di lavoro”, ha raccontato Gian Marco. “Stavo ore in negozio da solo, senza un cliente e senza fare niente. In uno di questi momenti di noia stavo perdendo tempo con i gioielli che avevo, mi ricordo che stavo giocherellando con una catenina d’argento e una d’oro, e sentivo provenire un odore dalla prima mentre dalla seconda no. Ho iniziato a cercare informazioni online, ma non trovavo niente”.
Per avere risposte, il giovane si è rivolto a un esperto di lunga data: “Sono andato nella mia fonderia di fiducia e ho parlato con il titolare, un uomo che fa questo lavoro da 30 anni. Gli ho chiesto: ‘L’oro non ha odore, invece l’argento sa di ferro, è vero o è un’impressione mia?‘. Lui ha confermato che avevo ragione, spiegandomi che essendo un metallo nobile è composto da tre quarti di oro e da un quarto di altre leghe in cui non sono mai presenti metalli ferrosi (a differenza dell’argento, per esempio). Motivo per cui l’oro non può mai sapere di ferro. Se sa di ferro non è oro. È molto semplice”.