“Vorrei girare un lungometraggio con Pupi Avati che ha dato una chance praticamente a tutti i comici della Penisola. Tranne che a me. Mi ha promesso che inventerà una parte per me”. A parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, è Enzo Iacchetti, 73 anni. Una carriera tra spettacolo, televisione e impegno umanitario, storico volto del “Costanzo Show” e di “Striscia la notizia”.
Dopo l’esordio nel 2008 con “Pazza di te”, cortometraggio pluripremiato, vorrebbe continuare a stare dietro la macchina da presa. Ma quell’opera è rimasta la sua unica da regista: “Nel mondo dello spettacolo si ragiona per cliché. E i comici sono i figli di un dio minore. Ho sempre tentato di non essere ingabbiato dalla popolarità televisiva. Ma non è facile. Aggiungo che il cinema italiano è in mano, prevalentemente, a una conventicola romana”, ha dichiarato.
Intanto, però, in occasione del Food Film Fest di Bergamo, festival a metà tra cinema e gastronomia, presenterà l’opera a sfondo umanitario “Oggi offro io”, girata insieme all’amico Icio De Romedis. “È la storia di due fratelli. Uno dei quali inscena un finto rapimento, per ottenere dall’altro il pagamento di un riscatto. Con il “bentolto” vengono acquistati ventimila polli, per sfamare una comunità di indigenti”, ha spiegato. Poi ha sottolineato il messaggio politico della commedia: “Mangiare è un diritto universale dell’uomo e della donna“.
Nel frattempo, ha pure pubblicato un libro, “25 minuti di felicità”. E, per il titolo, si è ispirato alla visione del tempo di Seneca “Secondo il filosofo romano, campiamo 30 minuti, rispetto all’eternità. Considerato che la vita media si è allungata a circa 85 anni, ho calcolato che mi restano più o meno cinque minuti. Però sono soddisfatto dei 25 già trascorsi, ho avuto un’esistenza malinconicamente felice”.