Manuela Moreno: "Nella sua cella ho sentito un profumo di fiori, è l'odore dei suoi miracoli" - 2/3
Quando tre estati fa ha sentito che era arrivato il momento giusto «sono andata al santuario e mi sono messa lì in preghiera con gli altri fedeli ma ho sentito, fisicamente, che quello non era il posto del santo. Poi, sono andata a fare visita alla cella dove viveva e ho pensato: qui è il posto. E in quel momento ho sentito un fortissimo profumo di fiori. Mi sono guardata intorno ma non c’era niente che potesse rimandare a questo profumo». Poi ha scoperto che «quando lui fa dei miracoli o ci sono delle visioni si sente un profumo particolare di fiori. Mentre stavo lì, le giuro, mi guardavo intorno. La mia amica diceva: “Ma cosa cerchi?”. Io: “Ma lo senti questo profumo di fiori?”. Lei mi diceva: “No”.“Ma non è possibile, è fortissimo”. Era dolce ma non mieloso, non so come spiegarlo…».
Manuela si definisce una persona che «ha una sua spiritualità, che nasce cattolica, che ha fatto le scuole cattoliche. Ho una famiglia praticante, ma il rapporto poi si solidifica personalmente. La religiosità l’ho cucinata un po’ addosso a me. Può essere che delle volte entri in una chiesa, può essere che la domenica non vada a messa o può essere che vada a messa. Ho una religiosità personale che non è fatta di riti esteriori, è fatta di sostanza».