Infantino licenzia Kevin Lamour, numero 3 della Fifa: aveva osato criticare il suo piano per i Mondiali
La Fifa ha licenziato il direttore operativo Kevin Lamour dopo che questi a luglio aveva criticato il piano di Gianni Infantino di vendere agli investitori privati parte dei diritti dei Mondiali di calcio. A riportarlo nella serata di ieri, 17 agosto, è stata Sky News riferendo di averlo appreso e citando una dichiarazione di un portavoce della Fifa, che ha affermato: “La Fifa conferma che il rapporto di lavoro tra la Fifa e Kevin Lamour, in qualità di direttore operativo della Fifa, è terminato il 17 agosto 2026. La Fifa ringrazia Kevin per i suoi due anni di servizio e gli augura buona fortuna per il futuro”.
Sempre secondo Sky News, lo staff della Fifa è stato informato della notizia ieri sera e il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato una lettera ai vice presidenti e membri del Consiglio della Fifa in cui si legge che “a seguito di recenti discussioni la Fifa e il nostro direttore operativo, Kevin Lamour, hanno concordato di separare le loro strade”. Lamour, 45 anni, francese, era il numero tre della Fifa. Le sue critiche risalgono alla fine di luglio, quando in un comunicato aveva parlato male del piano di Infantino, poi abbandonato.
“Si tratta del progetto di una sola persona” e “non solo non deve andare in porto” ma “è giunto il momento che i dirigenti politici del calcio si pongano le domande giuste e prendano le decisioni giuste” e “se questo significa che perderò il mio lavoro, così sia”, aveva affermato Lamour. Sky News sottolinea che Lamour faceva parte della cerchia ristretta di Infantino che aveva sostenuto la sua campagna, portandolo a diventare il vincitore a sorpresa delle elezioni per la presidenza della Fifa nel 2016. Era approdato nel mondo del calcio dalla politica circa 20 anni fa come assistente dell’allora presidente della Uefa Michel Platini.
Le parole di Lamour erano arrivate dopo il primo passo indietro all’interno della Fifa: quello di Carlos Cordeiro, senior advisor di Infantino, che aveva deciso di lasciare il proprio incarico spiegando di non poter “restare a guardare” davanti a un progetto che, a suo giudizio, avrebbe rappresentato un rischio per il futuro del calcio.
Successivamente, però, a rincarare la dose era arrivata anche la posizione di Kevin Lamour, direttore operativo della FIFA e collaboratore di lunga data di Infantino, prima alla UEFA e poi nell’organizzazione calcistica mondiale. In una dichiarazione all’Associated Press, Lamour aveva sostenuto che il personale della FIFA sarebbe stato “ingannato” dalla mancanza di trasparenza nella pianificazione del progetto di investimento privato.