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“Non posso restare a guardare mentre la FIFA vende i Mondiali”: si dimette il senior advisor di Infantino, ora anche i suoi uomini lo lasciano

Carlos Cordeiro lascia il massimo organismo mondiale dopo 5 anni ai vertici federali: ha definito "un pessimo affare per il calcio" l'ultima idea del numero uno Fifa
“Non posso restare a guardare mentre la FIFA vende i Mondiali”: si dimette il senior advisor di Infantino, ora anche i suoi uomini lo lasciano
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Prima la Uefa, poi la Concacaf e l’Afc, ora anche i suoi uomini. Tutti mollano Gianni Infantino, il presidente della Fifa che nel suo nuovo piano vuole vendere una parte dei Mondiali ai privati. Il senior advisor del numero 1 del calcio mondiale, nonché consigliere della task force della Casa Bianca per i Mondiali del 2026, Carlos Cordeiro, si è dimesso, lasciando la FIFA dopo 5 anni ai vertici federali. Lo ha fatto proprio per le nuove proposte, la creazione della FIFA Forward Enterprise (FFE) e l’ingresso di investitori privati nella gestione del calcio mondiale. “Come senior advisor del presidente della FIFA, ex banchiere e tifoso di calcio da tutta la vita, non posso restare a guardare mentre la FIFA valuta di vendere una quota della Coppa del Mondo”, ha esordito in una nota ufficiale Carlos Cordeiro, che poco più di un anno fa era anche entrato nella Trump Tower con Infantino, in visita al presidente degli Usa Donald Trump.

Cordeiro ha definito “un pessimo affare per il calcio” l’ultima idea di Gianni Infantino. “La responsabilità della FIFA non è massimizzare i profitti commerciali a qualsiasi costo. È proteggere e rafforzare il calcio per le generazioni future – ha scritto annunciando le sue dimissioni -. Quando questi principi entrano in conflitto, il calcio deve venire prima di tutto. La cosa più preoccupante è l’assenza di risposte a domande fondamentali: perché questo accordo? Perché ora? Quali meccanismi di controllo esistono? Chi ne trae vantaggio?”, ha dichiarato Cordeiro, ponendosi una serie di domande sul piano Fifa in vista dei prossimi mesi.

Cordeiro ha proseguito sottolineando che, nonostante l’incarico di senior advisor, non è stato coinvolto nei nuovi piani della FIFA e aggiunge: “Queste domande restano in gran parte senza risposta, eppure alle federazioni affiliate viene chiesto di prendere una decisione di enorme importanza in appena 50 giorni, pena il rischio di rimanere indietro. Questo non è un modo responsabile di determinare il futuro del calcio mondiale“, ha spiegato, in riferimento all’ultimatum posto da Infantino alle federazioni, che entro il 19 settembre dovranno votare il nuovo piano. Chi vota a favore, avrà circa 20 milioni una tantum negli anni. Chi vota contro, vedrà tagliarsi i fondi.

Intanto la Fifa non si ferma e va avanti con il piano del presidente Gianni Infantino. “Abbiamo preso atto dei commenti forniti dalle rispettive confederazioni in merito alla proposta di istituzione della Fifa Forward Enterprise (Ffe) e desideriamo affrontare le questioni emerse a seguito delle prime notizie diffuse dai media“, si legge in una nota pubblicata sul sito della Federazione internazionale del calcio. “Rispettiamo i commenti e le preoccupazioni espresse pubblicamente e ribadiamo il nostro impegno a favore di una consultazione aperta e democratica. Il nostro processo di consultazione, pianificato in precedenza, è stato interrotto da notizie errate diffuse dai media. Procederemo con tale processo per garantire che ogni federazione abbia la possibilità di esprimere il proprio voto sulla base dei fatti”, prosegue il comunicato, in cui si sottolinea che “nessuno sta vendendo il calcio. Questa non è un’ipotesi che la Fifa prenderebbe mai in considerazione”

Poi la conclusione dopo l’opposizione di Uefa, Concacaf e Afc: “La Ffe – sottolinea ancora la nota – è stata proposta esclusivamente per garantire che tutte le federazioni affiliate alla Fifa abbiano l’opportunità di assumersi una responsabilità significativa delle opportunità commerciali del calcio nei rispettivi paesi, senza che ciò vada a scapito dello spirito o della governance della Fifa o del calcio stesso. Tutti hanno il diritto di esprimere la propria opposizione e di chiedere ulteriori chiarimenti, ma nessuna singola entità può pretendere di rappresentare tutte le 211 federazioni affiliate nel mondo. Ogni federazione calcistica dovrebbe avere la possibilità di esaminare la proposta e di esprimere la propria opinione nel plasmare il proprio futuro. Questi sono i principi democratici della Fifa”.

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