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Morta a 19 anni nel dormitorio universitario. Il coroner: “Decesso legato all’assunzione di un farmaco dimagrante”

Originaria della California, la 19enne è stata trovata senza vita nella sua stanza in un campus di Londra. Secondo gli investigatori, il decesso sarebbe legato anche agli effetti collaterali di una medicina dimagrante

di Claudio Savino
Morta a 19 anni nel dormitorio universitario. Il coroner: “Decesso legato all’assunzione di un farmaco dimagrante”

È stata trovata senza vita, nella sua stanza, in un dormitorio universitario di Londra. La statunitense Josephine Nasr aveva solo 19 anni quando è morta per un’aritmia cardiaca nel settembre 2025. A stabilirne la causa è stata una lunga inchiesta del coroner (conclusa lo scorso 3 agosto), che avrebbe confermato un collegamento tra il decesso della giovane e l’uso di un popolare farmaco dimagrante. Lo scrive il New York Post citando il Daily Mail.

La giovane, studentessa di legge al secondo anno, si era trasferita dalla California in Inghilterra per frequentare la University of East London. Secondo quanto riferito durante l’inchiesta sulla morte, alla ragazza era stato prescritto il tirzepatide, un farmaco usato per la riduzione del peso, che secondo il coroner avrebbe contribuito al decesso della 19enne.

Nasr era originaria della California, ma si trovava nella capitale inglese per frequentare il secondo anno di legge alla University of East London. Ed è proprio in una delle stanze di quel campus universitario che il corpo della giovane è stato trovato senza vita nel settembre 2025. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Nasr era tornata a Londra una settimana prima della sua morte, dopo aver trascorso alcuni giorni insieme alla sua famiglia in California.

La sera del decesso, intorno alle 20.30, invece, l’adolescente aveva contattato la sua famiglia, raccontando di sentirsi nauseata e di aver vomitato, scrive il Daily Mail. La sorella, preoccupata che la disidratazione dovuta al vomito potesse aggravare la situazione, aveva telefonato al personale universitario per richiedere la somministrazione di liquidi per via endovenosa. Da quel momento in poi, però, Josephine non avrebbe più risposto alle telefonate della sua famiglia.

La sorella, ancora più preoccupata, ha quindi ricontattato la sicurezza dell’Università e ha chiesto loro di andare a controllare direttamente in camera. Una volta arrivati sul posto, il personale dell’Ateneo, insieme ad un’infermiera, ha trovato la 19enne distesa sul pavimento del bagno. Sono stati chiamati immediatamente i soccorsi, ma i paramedici del London Ambulance Service non hanno potuto fare altro che decretarne il decesso.

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