Nicolo Scalfi: "Le vincite mi hanno permesso di proseguire gli studi" - 2/3
Il nuovo successo si aggiunge al bottino già accumulato negli anni. A «Caduta libera» Scalfi è rimasto per 88 puntate, tra il 2018 e il 2019, partecipando anche a diversi speciali e arrivando a conquistare 838 mila euro in gettoni d’oro. Una somma che per il giovane bresciano non ha rappresentato soltanto un premio, ma soprattutto un’opportunità per costruire il proprio percorso senza dipendere economicamente dalla famiglia: “Mi hanno dato la fortuna e la libertà di proseguire gli studi senza pesare sui miei genitori; ho acquistato la macchina e ho messo da parte e investito il resto, concedendomi qualche viaggio in solitaria”.
Ora, infatti, Scalfi sta completando gli studi. Dopo la laurea triennale in Lettere moderne, sta terminando la magistrale al Dams di Bologna, con indirizzo audiovisivo. E tra i suoi obiettivi c’è anche quello di mettere a frutto quanto guadagnato negli anni: “Vorrei acquistare una casa nella città dove andrò a lavorare”.
Dallo sport ai media
Il percorso universitario si intreccia con una delle sue grandi passioni: lo sport. La tesi di Scalfi è dedicata al quiz sportivo nei media digitali, con un riferimento a realtà come “Cronache di spogliatoio”. Ma la sua esperienza nel mondo sportivo non è soltanto accademica. Per un anno è stato infatti speaker del Lumezzane in Serie C, un’esperienza che ha dovuto interrompere dopo il trasferimento a Bologna.
Anche dietro alle sue prestazioni nei quiz, però, non ci sarebbe soltanto una memoria particolarmente allenata. Scalfi individua il proprio punto di forza nella capacità di ragionare rapidamente e trovare collegamenti: “È una questione di velocità di pensiero, unita alla capacità di saper trovare le idee, selezionare le parole”.
E a quanto pare i cruciverba continuano a essere uno dei suoi allenamenti preferiti. “Ai miei amici do fastidio perché finisco al volo i cruciverba, ma non lo faccio apposta”. Una passione che non significa però essere stato un “secchione” sui banchi di scuola. Anzi, Scalfi descrive così il proprio rapporto con lo studio: “No, sono curioso, studio quello che mi piace, la mia è una conoscenza selettiva”.