Il migliore amico di Payne: "So che era dipendente dal sexting, me ne aveva parlato" - 3/4
Il migliore amico di Payne, Roger Nores, ha riferito agli inquirenti di aver ricevuto un suo messaggio in cui esprimeva l’intenzione di fare sesso con una prostituta. E ha rivelato di essere al corrente della sua dipendenza da droghe, alcol e “sexting”. “Non l’ho mai visto farlo, ma me ne aveva parlato“, ha dichiarato. Un mese prima della morte, l’ex fidanzata del cantante, Maya Henry, l’aveva accusato in un libro di aver inviato messaggi espliciti a diverse ragazze, tra cui alcune minorenni. “Non gli ho fatto molte domande. Mi ha detto che aveva paura al pensiero di aver potuto inviare una fotografia di nudo a una minore senza rendersene conto, ma non si è assunto alcun tipo di responsabilità”, ha fatto sapere Nores.
Gli esami tossicologici sul corpo di Payne hanno rilevato alti livelli di cocaina, un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite di legge per la guida, oltre a sedativi e antidepressivi da prescrizione. Una lettera della sua psichiatra statunitense, la dottoressa Rachel Rohaidy, agli atti del fascicolo, lo avvertiva di non mischiare i farmaci con l’alcol e di seguire le istruzioni: “Devi assumerli gli comunicava di non poter più seguirlo, ritenendo necessario per lui “un livello di cura più elevato“.
I documenti si soffermano anche su una possibile spiegazione alternativa alla caduta per la morte. Una fotografia scattata alle 3:21 del mattino mostra Payne dondolarsi attorno a un palo per strada in attesa di una consegna di droga, in una posizione che gli investigatori ritengono dimostri una notevole forza nelle braccia. Sul vetro attorno al balcone sono state trovate impronte palmari attribuite al cantante, che secondo una fonte vicina alle indagini indicherebbero un tentativo di calarsi verso il piano sottostante.