Il padre di Liam Payne: "Se non veniva lasciato solo , riusciva a controllare le dipendenze" - 2/4
Il padre di Liam, Geoff Payne, ha spiegato che sotto l’effetto di droghe suo figlio diventava “un’altra persona”. Poi ha respinto con fermezza nella sua dichiarazione giurata l’ipotesi iniziale della polizia di un possibile suicidio: “Non ho dubbi che Liam volesse vivere. Non mi sfiora nemmeno l’idea che sia possibile che volesse farsi del male”. Secondo la sua testimonianza, il figlio riusciva a controllare le proprie dipendenze quando non era lasciato solo, e l’ultima volta che la famiglia lo aveva visto, il 29 agosto, durante le riprese di uno show Netflix a Manchester, sembrava “stabile e pulito da qualsiasi droga o alcol“.
Stando alla testimonianze, infatti, la situazione per l’ex One Direction si è fatta difficile a partire dal 14 ottobre, quando è rimasto solo in Argentina. Due giorni dopo ha contattato su un sito un argentina, chiedendole di procurargli cinque grammi di cocaina. “Così posso fare il crack”, avrebbe scritto prima inviare foto esplicite. Poi, ha offerto alla escort e a un’amica 5.000 dollari per trascorrere la giornata insieme. Nella sua stanza c’erano lenzuola strappate, tracce di sangue nel lavandino e materiale per il consumo di droga sparso ovunque. Insieme a farmaci da prescrizione, tra cui un sedativo, allineati sullo schienale del divano.
Le due donne avrebbero poi preteso il pagamento pattuito in contanti, mentre Payne avrebbe voluto pagare con bonifico internazionale. Di fronte all’impossibilità di saldare il servizio, l’artista si sarebbe tolto il suo Rolex d’oro, poi fracassato contro il muro dicendo alle donne che “se ne sarebbe potuti permettere altri dieci“.