La delusione dopo l'emergenza - 2/2
Il gestore ha spiegato di aver accettato senza problemi la difficoltà della giornata e il caos creato dall’arrivo improvviso di così tante persone. Per chi lavora in montagna, infatti, aiutare gli escursionisti in difficoltà fa parte della missione quotidiana. Quello che ha fatto scattare la delusione, però, è stato il comportamento successivo: secondo Zani, una volta terminata l’emergenza, sarebbe bastato poco per restituire ciò che era stato preso in prestito: “Ma ciliegina sulla torta, una coperta è stata presa, portata giù a metà sentiero e poi abbandonata sul sasso. Adesso io mi chiedo: ma perché tanta ignoranza?”
Il suo sfogo non riguarda soltanto una coperta lasciata lungo un percorso, ma un tema più ampio: il rapporto tra chi frequenta la montagna e chi ogni giorno lavora per renderla accessibile e sicura. Il gestore ha anche ricordato l’importanza di arrivare preparati quando si affrontano escursioni in quota, portando sempre con sé un cambio di vestiti e una protezione adeguata contro il maltempo: “Che poi mi chiedo, ma un minimo di ricambio ed una giacca nello zaino dovrebbe esserci”, ha aggiunto.