Trending News

“Mio padre era uomo violento, che alzava le mani sui figli e sua moglie. Ha quasi strangolato mio fratello perché non l’ha salutato, aveva le cuffie”: così Sarvish Waheed

Dalle scarpe consumate che lo facevano sentire diverso al padre violento che ha segnato la sua infanzia: l'autore di "La nebbia di Rio" ripercorre la sua storia personale e riflette su identità, integrazione e futuro

di Redazione FqMagazine
“Mio padre era uomo violento, che alzava le mani sui figli e sua moglie. Ha quasi strangolato mio fratello perché non l’ha salutato, aveva le cuffie”: così Sarvish Waheed

“Mio padre era un violento: quando è morto non capivo perché mia madre piangesse”. È una delle frasi più dure con cui Sarvish Waheed racconta il proprio passato. Lo scrittore 36enne, nato a Correggio e cresciuto a Rio Saliceto, ha affidato al romanzo La nebbia di Rio la storia di un’infanzia trascorsa in una casa segnata dalla paura, dentro una provincia emiliana dove il tema delle comunità di origine straniera continua a intrecciarsi con episodi di vi”Mio padre era uomo violento, che alzava le mani sui figli e sua moglie. Ha quasi strangolato mio fratello perché non l’ha salutato, aveva le cuffie”: così Sarvish Waheedolenza e difficili percorsi di integrazione.

Pubblicato da Accento Edizioni, il libro è un racconto che parte dalla memoria personale per affrontare questioni più ampie: il rapporto con le proprie origini, il peso dello sguardo degli altri e le conseguenze che una famiglia segnata dalla violenza può lasciare sui figli. In un’intervista a Vanity Fair, lo scrittore ripercorre alcuni dei momenti più significativi della sua infanzia, a partire da un ricordo apparentemente semplice ma rimasto impresso: quello delle scarpe: “È capitato che, da bambino pakistano nato e cresciuto nel cuore della provincia emiliana, la gente mi facesse sentire diverso anche solo con una battuta sulle scarpe vecchie e rotte che indossavo. Anche se sono state parole dette con una certa ingenuità, certe cose che ti rimangono dentro e non ti lasciano mai davvero. Sarà per questo che, da quando sono padre di un bambino di due anni e mezzo, cerco di comprargli la scarpa figa per portarlo all’asilo: non voglio che si senta diverso”.

Quel dettaglio racconta il bisogno, vissuto da molti bambini figli di famiglie immigrate, di sentirsi uguali agli altri. Un oggetto quotidiano diventa così il simbolo di una distanza percepita: non solo economica, ma anche culturale e sociale. Waheed oggi lavora come magazziniere e imballatore di giochi da tavolo in un’azienda di San Martino in Rio. La scrittura è arrivata come uno spazio per rimettere ordine nella propria storia e dare voce a un’esperienza che spesso resta nascosta: quella di chi cresce tra due mondi, cercando un equilibrio tra le proprie radici e il luogo che sente casa.

La sua vicenda si colloca in un territorio, quello della provincia reggiana, che negli ultimi anni è stato al centro del dibattito pubblico anche per casi di violenza familiare e di controllo sulle donne all’interno di alcune comunità. È la stessa area dove è stata uccisa Saman Abbas e dove una giovane donna pakistana di Novellara ha denunciato il marito e alcuni familiari, raccontando anni di presunte violenze fisiche e psicologiche e una condizione di isolamento che le avrebbe impedito di imparare l’italiano e costruire relazioni fuori dalla famiglia.

Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione