Questa mattina a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari è morto, a 86 anni Francesco Guccini. Lo rende noto la famiglia sottolineando che “nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”.
La famiglia, “nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.
Nato a Modena il 14 giugno 1940, figlio di un impiegato postale e di una casalinga, Guccini si è formato tra Modena e l’Appennino pistoiese, legame che avrebbe segnato profondamente la sua opera. Ha frequentato lo stesso istituto magistrale di Luciano Pavarotti a Modena.
Debutta ufficialmente nel 1967 con l’LP Folk Beat n. 1, pur avendo scritto le prime canzoni già nel 1959. Nell’arco di una carriera lunga oltre cinquant’anni pubblica più di venti album, diventando una delle voci più rappresentative della canzone d’autore italiana. Tra i suoi brani più celebri figurano La locomotiva ed Eskimo, canzoni di forte impegno civile e politico (pur senza mai aderire formalmente al comunismo). Il suo ultimo album in studio, Canzoni da osteria, è uscito nel novembre 2023 ed è stato certificato disco d’oro.
Guccini è stato anche scrittore, autore di romanzi autobiografici e noir, sceneggiatore di fumetti, attore occasionale, compositore di colonne sonore e appassionato studioso di lessicografia, glottologia e dialettologia. Ha inoltre insegnato lingua italiana alla sede bolognese del Dickinson College.
Alla sua figura sono stati dedicati un asteroide (39748 Guccini), una specie di cactus e una sottospecie di farfalla — segno della vastità dell’eredità culturale lasciata da uno dei più grandi cantautori e intellettuali italiani del Novecento.