Tommaso Marini è appena tornato a casa da Hong Kong con una medaglia d’oro al collo conquistata ai Mondiali nel fioretto a squadre. Un po’ poco. E non fatica a dirlo al settimanale Diva e Donna mentre stende il bucato (“Io amo fare le lavatrici”).
E ha spiegato: “Personalmente non è stato il mio anno migliore. Ho vinto di più proprio l’anno di Ballando con le stelle (2024, ndr). Ma in generale la scherma italiana con la sua tradizione storica ha sempre qualcosa in più”. Ma non vuole guardare avanti, alla pedana di Los Angeles 2028: “Sennò mi viene l’ansia. Per me quest’anno è stato faticosissimo, lunghissimo. Mi sembra che sia durato davvero una vit”».
Per tenere a bada la sua ansia da prestazione si è iscritto a una scuola di recitazione. “La recitazione – confessa al settimanale – ti insegna proprio il contrario, a tirare fuori tutto quello che hai dentro, a gettare la maschera, che invece indosso proprio in pedana”.
Un percorso iniziato proprio a Ballando con le stelle: “Mi sono divertito a mostrare la parte istrionica di me, quella che si vede solo nel tempo libero, in discoteca con gli amici, più che nello sport, specie quando senti la responsabilità di essere un atleta vincente. Sono molto pudico in fatto di sentimenti, anche per un fatto di educazione, non amo esser sfacciato, invadente: solo le persone che mi vivono tutti i giorni conoscono, appunto, tutte le mie sfaccettature, che sono tantissime perché sono anche molto impegnativo, complicato, mi rendo conto. Difatti alla fine i miei amici veri sono quattro o cinque”.