"Un pezzo di propaganda favorevole al genocidio dei palestinesi" - 2/2
Già dal giorno in cui è stata pubblicata, “We Will Dance Again” ha diviso l’opinione pubblica. Alcune persone hanno appoggiato la canzone, molte altre invece l’hanno condannata. Tra gli ultimi a schierarsi contro Martyn Ware, cofondatore degli Heaven 17 e degli Human League, che l’ha definita “un pezzo di propaganda musicale apertamente favorevole al genocidio e ostile ai palestinesi”. Boy George, in ogni caso, non ha mai nascosto di “indossare la stella di David dall’inizio della sua carriera” e, con il testo della canzone, ha lanciato anche una stoccata ai colleghi artisti: “Condanni gli ebrei, con memoria selettiva. Musicisti che tengono bandiere, declamano come pecore, la propaganda alimentata da Internet sembra così debole”. Se c’è un passaggio che, poi, rende ancora più esplicito il pensiero dell’artista britannico, è il ritornello della canzone: “Se mai avrai dubbi, io sto con gli ebrei. Non mi sento coraggioso, ho solo bisogno di comportarmi da essere umano”.