L’estate è il momento perfetto per partire alla scoperta di nuovi luoghi, vivere esperienze indimenticabili e concedersi una pausa dalla routine quotidiana. Che si tratti di mare, montagna, città d’arte o destinazioni esotiche. Viaggiare è delle esperienze più bella che si possano vivere, perché permette di esplorare mondi sconosciuti, aprirsi a nuove visioni, mettersi in gioco e superare blocchi emotivi, come la paura di volare. Allo stesso tempo il viaggio regala la sensazione di libertà e scoperta. Il viaggio infatti non è solo la meta raggiunta. E’ soprattutto un percorso che si costruisce passo dopo passo: la preparazione, lo studio della destinazione, l’organizzazione delle tappe. Spesso però a questa fase preparatoria subentra la realtà in cui sorgono imprevisti che lasciano spazio alla sorpresa e alla scoperta.
Ma perchè è importante che i bambini viaggino? Viaggiare rappresenta per i bambini un’importante opportunità di crescita e apprendimento. Durante un viaggio i bambini mettono in gioco le proprie emozioni attraverso incontri e sfide. Il viaggio induce i bambini a sperimentare, uscendo dalla propria comfort zone. Uscire dalla propria comfort zone permette loro di sperimentare realtà diverse che possono essere conosciute solo attraverso l’esperienza del viaggio.
Questo processo favorisce lo sviluppo della sicurezza in sé stessi e contribuisce a rafforzare l’autostima, aiutando i bambini a diventare più consapevoli e indipendenti. Viaggiare “apre la mente”. Permette ai bambini, anche i più piccoli, di entrare in contatto con culture e luoghi diversi. Anche se non ricorderanno sempre in modo consapevole le esperienze vissute, porteranno comunque dentro di sé, in modo profondo e indiretto, un’esperienza formativa, contribuendo alla loro crescita, aiutandoli a diventare cittadini più consapevoli e aperti.
Attraverso il viaggio, i bambini imparano in maniera autonoma e spontanea, stimolando la loro curiosità, come sosteneva Maria Montessori. Dobbiamo a chi, prima di noi, ha scoperto mondi, ha viaggiato andando alla ricerca di terre lontane. Un tempo, però, tutto questo era considerate un privilegio esclusivamente maschile. L’avventura della scoperta è stata sempre raccontata soprattutto da uomini che hanno intrapreso viaggi in terre sconosciute, come Cristoforo Colombo. In realtà, nei secoli passati molte donne partirono per affrontare lunghe peregrinazioni in solitaria, spinte da svariati motivi. Alcune di loro indossarono persino abiti maschili per non esser riconosciute e per non subire ostali e/o violenze durante il viaggio. “Sconfinate. I viaggi straordinari di venticinque esploratrici” di Cristina Pujol Buhigas, tradotto da Monica Martinelli racconta proprio questo, la storia di venticinque grandi esploratrici, alcune conosciute e altre dimenticate che hanno segnato la storia. Sono donne che hanno girato il mondo, attraversato continenti, oceani, scalato montagne e raggiunto lo spazio: in volo, a piedi, a nuoto o in bicicletta. Alcune sono riuscite nella loro impresa, altre no, ma il loro viaggio di ricerca ha cambiato per sempre le loro vite.
Egeria, per esempio, viaggiò per cinquanta mila chilometri a dorso di un asino, intraprendendo un pellegrinaggio cristiano come un viaggio di fede. Jeanne Baret fu la prima donna a compiere il giro del mondo, indossando abiti maschili e facendosi chiamare Jean. Scoprì circa sei mila esemplari di piante, ma nessuno riconobbe il suo lavoro di botanica. Tra le esploratrici troviamo Nellie Bly che riuscì a compiere il giro del mondo in 72 giorni e Annie Londonderry che fece il giro del mondo in bicicletta, indossando abiti maschili. Considerata pertanto scandalosa e venne denunciata come immorale. Una giornalista e donna moderna che, invece, dimostrò di saper creare buone storie. Sylvia Earle, conosciuta come “Sua Altezza degli Abissi”, è una delle esploratrici del fondale marino. Insieme a quattro donne vissero sott’acqua per due settimane, nel 1907. Junko Tabei è stata la prima donna a scalare il monte Everest, mentre Lynne Cox ha compiuto imprese straordinarie in acqua, tra cui la traversata dello stretto di Bering tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, attraversando la distanza tra le isole Diomede a nuoto.
E molte altre donne hanno lasciato un segno indelebile nella storia grazie alle loro imprese straordinarie. Le chiare e arricchite illustrazioni di Rena Ortega, guidano i bambini ai molteplici viaggi di queste uniche e sensazionali donne esploratrici, stimolando curiosità e domande. Perché, come disse Sylvia Earle: “Tutti i bambini sono esploratori, bambini e bambine sono curiosi alla stessa maniera. Sono gli adulti a porre i limiti”.
Monica, oltre ad essere la direttrice editoriale di Settenove, hai revisionato questo libro in lingua, come mai hai scelto di portarlo in Italia?
Perché le donne e le giovani donne che ora vediamo viaggiare e muoversi in autonomia non corrispondono alla totalità della popolazione femminile. I social ci riportano un mondo fatto di viaggiatrici ed esploratrici che tuttavia non si sovrappone alla vita reale, dove la pressione sociale e l’adesione a modelli di femminilità solo accudente riescono ancora a limitare il desiderio di scoprire posti nuovi, anche in autonomia. Ancora troppe donne e ragazze ricevono divieti o condizionamenti pesantissimi, altre (non poche purtroppo) sentono di non “essere capaci” di viaggiare da sole. Leggere di viaggi intrapresi da donne giovani e anziane, colte o analfabete, ricche o povere può aprire uno spiraglio per tracciare una strada diversa.
Perché è importante che le bambine e i bambini “viaggino” tra le pagine di questo libro portandolo con loro in vacanza?
Perché conoscere la storia di donne che hanno vinto i condizionamenti sociali, che si sono autorizzate a prendere tempo e spazio per sé, per esplorare il mondo e portare avanti le proprie passioni può incoraggiare a seguire le proprie inclinazioni, qualunque esse siano, e rompere schemi mentali rigidi che sorgono anche in giovanissima età. Un libro e un viaggio sono sempre i regali migliori. Un libro, in particolare, può diventare il compagno ideale per esplorare, scoprire e vivere nuove avventure anche durante le vacanze.
Ti consiglio un libro da portare in vacanza:
Sconfinate. I viaggi straordinari di venticinque esploratrici
di Cristina Pujol Buhigas
Illustratore: Rena Ortega
Traduttrice: Monica Martinelli
Editore Settenove, Età di lettura: da 6 anni.
