I segnali della malattia sempre più evidenti - 2/3
Solo nell’estate del 2025, davanti a segnali sempre più evidenti nella vita di tutti i giorni, i due hanno deciso di rivolgersi ad altri medici, dando il via a tre o quattro mesi di esami approfonditi: test cognitivi, risonanze e infine una puntura lombare, prima del verdetto arrivato alla fine dello scorso anno.
Come racconta Friery a People, non esiste un vero e proprio “momento” in cui si riceve una diagnosi del genere: è il punto di arrivo di un lungo percorso fatto di infiniti confronti con i medici. Quando finalmente hanno sentito la parola “Alzheimer”, più che shock hanno provato quasi un senso di sollievo: la conferma che non si stavano sbagliando, che quella sensazione era reale.
Per Ritter, che con Friery ha una figlia di 17 anni, Ella, e altri due figli adulti nati da un precedente matrimonio, il primo pensiero è andato proprio alla sua famiglia e a quanto quella notizia avrebbe pesato su di loro. Ma, ammette, bastarono pochi minuti perché la paura lasciasse spazio alla determinazione ad affrontare la situazione.