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Ultimo aggiornamento: 14:17

Ucraina, Caracciolo a La7: “La guerra finirà solo quando lo decideranno Cina e Usa. Putin e Zelensky non possono permettersi di fermarsi da soli”

Il direttore di Limes spiega perché non ci stiamo avvicinando alla pace
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“La soluzione della guerra tra Russia e Ucraina ci scavalcherà completamente. Sarà una decisione che verrà presa dai cinesi innanzitutto, dai russi in conseguenza di quello che dicono i cinesi e dagli americani“. Sono le parole pronunciate a Omnibus (La7) dal direttore di Limes Lucio Caracciolo in un dibattito incentrato sulla guerra in Ucraina.
Il conduttore Gerardo Greco gli chiede se dobbiamo preoccuparci del missile russo da crociera Kh-101, caduto a Lublino nella notte tra il 29 e il 30 luglio, durante un attacco massiccio della Russia sull’Ucraina.
Caracciolo risponde: “Sì, dobbiamo preoccuparci, ma non tanto per il buco nel terreno: non è la prima volta e temo che non sarà l’ultima, finché almeno va in campagna”. Poi richiama il precedente del 15 novembre 2022, quando a Przewodów, sempre vicino al confine ucraino, un’esplosione uccise due civili polacchi: “In quel caso, gli americani e tutti gli altri alleati si misero d’accordo per dire che erano stati gli ucraini, così da non dover gestire un’escalation diretta con la Russia/Nato“.

Secondo la versione ufficiale e l’indagine della procura polacca, si trattò di un missile di difesa aerea ucraino S-300 fuori controllo. Per Caracciolo fu invece un colpo russo attribuito agli ucraini per evitare lo scontro diretto. “Adesso questa mascheratura non è più possibile – sottolinea il giornalista – Il punto centrale è un altro. Da una parte abbiamo Putin, dall’altra abbiamo Zelensky che sono in una condizione tale da non potersi permettere di finire adesso la guerra, se non finendo la loro carriera politica e forse anche qualcosa di più“.
E aggiunge: “Poi c’è una situazione sostanzialmente di guerra in Polonia, nei paesi baltici, in Scandinavia, cioè nei paesi che sono, alla frontiera con la Russia. Salvo lo spararsi addosso, siamo in una situazione di fatto bellica e si è creata anche una narrazione per cui la Russia sta per invaderci, cose di questo genere, riarmo europeo conseguente, per cui non mi pare che stiamo avvicinandoci a una pace”.

La via d’uscita, continua Caracciolo, non passerà da Kiev o da Mosca, salvo che “Zelensky e Putin a un certo punto non decidano di fare qualcosa che non hanno mai fatto, cioè finalmente parlarsi fra loro, cosa poco probabile”.
.Sul fronte interno i due Paesi si muovono in direzioni opposte. In Russia ci sono “quelli che dicono “basta, buttiamo una bomba atomica e chiudiamo questa partita” e altri che dicono “ma scusa quanto tempo ancora dobbiamo perdere in una guerra da cui non abbiamo nulla da guadagnare?””. In Ucraina “metà della popolazione sta fuori dall’Ucraina e difficilmente tornerà e una parte consistente di coloro che dovrebbero andare al fronte che non ci vogliono andare, infatti stanno all’estero”.
Il direttore di Limes, infine, ricorda: “C’è anche l’ex capo delle forze armate Zaluzhny che sta cominciando la sua campagna elettorale da Londra con l’aiuto degli inglesi. Il quadro è una situazione che si sta muovendo ma senza nessuna visione strategica”.

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