Il suo telefono ha iniziato a vibrare e squillare mentre stava lavorando alla tesi. Sono arrivate chiamate e migliaia di messaggi in thailandese, inglese e italiano maccheronico partorito dai traduttori automatici. “Non sei ancora morta?“; “Non presentarti mai più in Asia”. Carolina Di Vico, 23 anni, studentessa di Comunicazione all’Università Iulm di Milano, è stata scambiata per un’altra. In particolare, per una ragazza del gruppo di italiani che sulla metro di Bangkok ha deriso e insultato una passeggera, costringendo persino l’ambasciata a intervenire. “Ho aperto la mail è ho trovato migliaia di messaggi, avevo Instagram bloccato, forse per le segnalazioni”, ha raccontato la giovane al Corriere.
A incastrarla, la somiglianza con la ragazza del filmato: montatura di occhiali simile e capelli chiari. “Facevo notare che sono più bionda e replicavano che avevo usato l’AI per cambiare il colore dei capelli”. Ma non solo: il ‘tribunale del web’ ha analizzato braccialetti, foto, lineamenti, tanto che “ogni differenza diventava la prova di un ritocco, ogni somiglianza una sentenza. Mi sono sentita violata, invasa. Come se dovessi dimostrare la mia innocenza davanti al mondo”, ha dichiarato Di Vico.
Nonostante i tentativi di spiegare che quella ragazza non fosse lei e che non fosse mai volata in Thailandia, gli insulti non si sono fermati. Così come le ricerche degli utenti: “Sono andati indietro di sette anni nei miei profili. Hanno preso una fotografia in costume del 2019 e mi hanno trasformata in un meme con il corpo di un maiale“, le parole della 23, che ha rivelato di prendere la sertralina per l’ansia.