Tra documentario, critiche e sospetti - 2/4
Il passo indietro arriva in un momento delicato per Stevenson. Il documentario che lo ha portato a un pubblico ancora più ampio ha infatti raccolto reazioni contrastanti: da un lato lo scetticismo di alcuni esperti fiscali di area progressista, dall’altro le critiche più dure dei commentatori conservatori, secondo cui le sue tesi economiche non reggerebbero alla prova dei fatti.
Nato a Ilford, nell’est di Londra, nel 1986, Stevenson ha una storia che sembra uscita da un film: laureato in economia e matematica alla London School of Economics, entra in Citibank nel 2008 come trader appena ventunenne. Nel giro di pochi anni diventa milionario scommettendo — con lucidità quasi cinica — sull’aumento delle disuguaglianze economiche post-crisi, arrivando a essere, secondo quanto lui stesso ha dichiarato, il trader più redditizio a livello globale per la banca nel 2011 (un primato che alcuni ex colleghi hanno contestato).
Dal trading si è poi allontanato nel 2014 per dedicarsi a un master a Oxford, per poi reinventarsi come divulgatore e attivista, raccontando la propria parabola anche nel libro Trading Game.