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Berlino, Abdul Ballout era un sostenitore dell’Isis: “Condannato per la preparazione di un piano terroristico, era in libertà vigilata”

Nato a Berlino nel 2005, era un cittadino tedesco di origine libanese. Segnalato dalle autorità di sicurezza già a 16 anni, secondo i media tedeschi stava seguendo un programma di de-radicalizzazione
Berlino, Abdul Ballout era un sostenitore dell’Isis: “Condannato per la preparazione di un piano terroristico, era in libertà vigilata”
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Abdul Ballout, 21 anni, corporatura snella e capelli neri. Questo è il profilo del giovane ritenuto dalla polizia tedesca il responsabile dell’attentato al Gay Pride di Berlino, in cui è morta una donna. Ballout è stato trovato e ucciso dalla polizia durante uno scontro a fuoco nel quartiere di Spandau, dopo oltre 20 ore di ricerche. È stato identificato anche grazie al ritrovamento nel furgone di un cellulare a lui riconducibile. È quanto risulta a Sueddeutsche Zeitung, Ndr e Wdr, secondo cui Ballout avrebbe noleggiato tramite contatti privati il van usato per piombare sulla folla durante il Pride. Di “attentato di matrice islamica” parla il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, confermando quanto anticipato dalla polizia: il sospettato è considerato un sostenitore dello Stato Islamico.

Nato a Berlino nel 2005, Ballout è un cittadino tedesco di origine libanese. Recentemente condannato a un anno e 10 mesi per “preparazione di un atto di grave violenza che metteva in pericolo la sicurezza dello Stato”. La Bild scrive che la procura aveva chiesto una pena di 2 anni e 10 mesi e ha presentato ricorso contro la sentenza. Detenuto in un centro di detenzione minorile, la stampa tedesca afferma che a maggio la pena è stata sospesa e gli è stata concessa la libertà vigilata (condizione che le autorità non hanno ancora confermato).

Secondo la Sueddeutsche Zeitung, da giungo seguiva un programma di de-radicalizzazione. Avrebbe partecipato ai primi due incontri, il 15 giugno e il 9 luglio, su base volontaria, aggiunge il quotidiano Die Welt. Un terzo incontro era previsto per il 27 luglio. Durante i colloqui sarebbe apparso “impenetrabile” e gli operatori del centro di consulenza avrebbero avuto l’impressione che sapesse esattamente come rispondere. Riguardo alle sue convinzioni ideologiche sarebbe rimasto vago, avrebbe relativizzato e le sue risposte sarebbero sembrate “adattate”. “Dai due incontri non sarebbe stato possibile dedurre finora una situazione di grave minaccia”, riporta Die Welt.

Il giovane risulta segnalato dalle autorità di sicurezza a partire dai 16 anni, noto alla polizia anche per lesioni personali gravi ed estorsione a scopo di rapina. In precedenza, riportano i siti web della rivista Der Spiegel e della stessa Bild, aveva tentato di raggiungere l’Isis in Siria. Era stato arrestato in Libano e rimpatriato in Germania dove è iniziato il processo per il piano terroristico contro lo Stato.

Nelle prime ore di oggi, le forze speciali hanno perquisito l’appartamento di Ballout a Schöneberg (vicino a Potsdamer Platz, a meno di due chilometri dal luogo dell’attacco) e l’abitazione della sorella nella zona tra Treptow e Neukölln. Entrambi gli appartamenti erano vuoti. Gli agenti hanno setacciato anche i tunnel sotterranei nei pressi della stazione di Anhalter, vicina alla scena del crimine.

La Procura generale tedesca e l’Ufficio criminale regionale di Berlino stanno indagando “per sospetto attentato”. Non è ancora chiaro se si tratti di un singolo autore. “Non sappiamo se ci fossero complici o persone che lo hanno sostenuto”, ha detto Florian Nath, portavoce della polizia di Berlino. I testimoni avrebbero fornito dichiarazioni contrastanti riguardo al numero degli autori. Il ministro Dobrindt ha affermato che, dopo aver investito la folla con il van, l’attentatore ha usato “un machete e un coltello” per aggredire i passanti, causando gravi ferite. Secondo la prima ricostruzione, il conducente è fuggito immediatamente dopo lo schianto contro un albero che ha fatto attivare entrambi gli airbag, circostanza che avrebbe aperto all’ipotesi dei complici.

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