Le dichiarazioni della sorella di Russell Scozzi: "Finalmente possiamo piangerlo" - 4/4
La famiglia ha vissuto per vent’anni nel limbo dell’incertezza. A prendere la parola, dopo la conferma dell’identità del corpo, è stata la sorella Danielle Owens, che ha ricordato le difficoltà psicologiche di un’attesa prolungata: “È incredulità: ti senti distaccato, come se stesse accadendo a qualcun altro. Con il passare del tempo, diventa più reale e più difficile da affrontare. Non sapere è indescrivibile”.
Sulla dinamica della speranza quotidiana, ha aggiunto: “Pensi ogni giorno che si farà vivo. Ogni giorno diventa più difficile”. Ora che le indagini hanno fornito un riscontro oggettivo sulla morte di Scozzi, la famiglia può iniziare il percorso di accettazione. Il pensiero della donna è andato in primo luogo ai nipoti: “Il mio cuore va ai figli di Russell, che sono cresciuti senza il padre e senza sapere mai veramente cosa gli fosse successo”. Infine, ha concluso l’intervento con un ricordo personale, chiudendo definitivamente due decenni di interrogativi: “Volevo un bene dell’anima a Russell. Era il mio fratello maggiore, quello a cui ho sempre guardato come modello mentre crescevo. Finalmente ci viene data l’opportunità di piangerlo adeguatamente”.