LA VITA DA ULTRACENTENARIA - 5/5
“La mia è stata un’esistenza fugace, in sordina. È bello passare senza disturbare ed essere tanto amata”, racconta al Corriere. Aprendo il cassetto dei ricordi, sintetizza la sua vita in una frase: “Non correvo per primeggiare. Vedevo tante ragazze che, giustamente, si affannavano per arrivare in testa. Io no. Sono felice di aver visto tante cose e non aver fatto clamore. A 14 anni ho capito che non mi interessava arrivare davanti e ho evitato accuratamente la gara”. E oggi, come vive da ultracentenaria? Si sveglia contenta quando vedo la luce anche se confessa di stare “perdendo forza e udito ma ho una bella riserva di libri da leggere e musica da ascoltare. Mi alzo a fatica dal letto, mi adeguo, lo accetto, non mi lamento. Mantengo una memoria di ferro e la testa va avanti a sua insaputa, non può farne a meno. Continua a progettare”. La longevità è una questione di famiglia, anche grazie ad un nonno centenario, originario della bassa padana: “Se non ci fosse stato lui nell’albero genealogico non sarei qui. È tutta una questione di geni”.