Il rap ha messo Mattarella in rima e più di quanto si pensi - 3/3
Qui la sorpresa è doppia. Perché a differenza di altri politici italiani, Matteo Salvini su tutti, tirato in ballo negli anni da rapper come Fedez, J-Ax e Clementino quasi sempre in chiave critica sui temi dello ius soli e dell’immigrazione, il nome di Sergio Mattarella nel rap italiano non è arrivato per polemica. È arrivato per assurdo, per iperbole, quasi per gioco. E i casi, ripescando testi e archivi del genere, sono più di uno. C’è Hammon, che nel brano “Homeless (Sergio)”, contenuto nell’album “Cattivissimo Rap” del 2024, infila il nome del presidente in una delle barre più spericolate e iperboliche del disco, dentro un immaginario volutamente sopra le righe fatto di paradossi e provocazioni.
C’è Baby Gang, che già nel 2021, nel freestyle intitolato per l’appunto “Presidente Freestyle”, gioca sull’ambiguità del titolo: si autoproclama “presidente” e chiama in causa proprio Mattarella per contrasto, in una delle barre più citate del pezzo, in cui mette a confronto ironicamente la propria autorità di strada con quella istituzionale del Colle.
E poi c’è la barra probabilmente più virale di tutte: quella di Carl Brave, in featuring con Gemitaiz, nel brano “L€BRON (64 Bars)” della celebre serie Red Bull 64 Bars. Un verso surreale, diventato in poco tempo meme e screenshot ricorrente sui social, in cui il presidente della Repubblica viene immaginato intento in una scena totalmente improbabile su una base techno, l’esempio perfetto di quanto il suo nome sia diventato, nel gergo rap, sinonimo di istituzione suprema da citare per iperbole comica.
Non manca poi il filone apertamente satirico: il collettivo Prima Repubblica ha pubblicato nel 2020 un brano dal titolo semplicissimo, “Mattarella”, interamente dedicato al presidente, disponibile su Spotify. Un chiaro segnale di come la sua figura, ben prima del boom social del 2026, fosse già entrata nell’immaginario musicale italiano come simbolo pop, quasi un marchio riconoscibile a prescindere dal genere.
Quello che accomuna questi episodi è la chiave: mai il sarcasmo pungente riservato ad altri leader politici, sempre il paradosso, l’iperbole, la citazione come garanzia di autorevolezza assoluta. Mattarella, nel rap, non si attacca: si evoca, come si evocherebbe un’istituzione totemica, proprio per dare più peso, comico o simbolico, alla propria barra.