Cos'è l'osteosarcoma la malattia della figlia di Lauren Tom - 2/2
L’osteosarcoma ha origine da cellule che tendono a differenziarsi in elementi capaci di produrre sostanza ossea. Le cellule di osteosarcoma sono quindi simili alle cellule che normalmente formano l’osso, ma si moltiplicano illimitatamente formando un tessuto immaturo e disordinato che distrugge e sostituisce quello sano.
L’osso non è un tessuto inerte. Durante tutta la vita il tessuto osseo si rinnova grazie all’attività combinata degli osteoblasti (cellule che producono l’osso), degli osteoclasti (cellule che riassorbono l’osso) e dei numerosissimi osteociti (cellule che mantengono la salute dell’osso). In questo modo l’osso mantiene integra la forza e l’elasticità necessarie alla sua funzione di sostegno del corpo. Come un’impalcatura dinamica, le ossa sono essenziali a garantire il movimento del corpo attraverso l’azione dei muscoli. Proteggono organi vitali, come il cervello, racchiuso nella scatola cranica, il cuore e i polmoni, all’interno della gabbia toracica.
L’osso è inoltre un’importante riserva di sali minerali (calcio, fosforo), indispensabili per il buon funzionamento di tutte le cellule dell’organismo. Infine il midollo osseo, contenuto all’interno delle ossa, produce e rinnova le cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine).
L’osteosarcoma è il tumore maligno più frequente tra quelli dello scheletro. Rispetto ai tumori che colpiscono altri organi, invece, è una neoplasia rara e in Italia se ne contano poco più di 100 casi l’anno. Nella maggioranza dei casi si manifesta tra i 10 e i 30 anni di età, più spesso nei maschi.
(dal sito AIRC)