La riattivazione in Polonia e la "trasferta" obbligata per recuperare il portafogli - 4/4
Quando le speranze sembrano ormai azzerate, il colpo di scena. Il tracker torna online, ma il puntino sulla mappa non indica la Puglia, bensì l’aeroporto di Varsavia Modlin. “Il mio portafoglio ha deciso di farsi la sua vacanza personale“, ha ironizzato l’uomo sui social. Mettendosi in contatto con l’ufficio oggetti smarriti dello scalo polacco, arriva la conferma tanto attesa: il personale delle pulizie salito a bordo a Varsavia aveva trovato e consegnato intatto l’oggetto. Tuttavia, la burocrazia internazionale impone un ultimo scoglio. Per motivi di sicurezza, vista la presenza di documenti d’identità, il portafoglio non può essere spedito via corriere. L’unica via d’uscita è il ritiro di persona.
Senza perdersi d’animo, due giorni dopo lo smarrimento, Latorre organizza un viaggio lampo in Polonia, salendo su un aereo unicamente per recuperare le proprie carte. Una missione paradossale che si chiude con il lieto fine, ma anche con un inevitabile strascico di polemiche per la gestione iniziale della vicenda in Italia. “Un applauso al team pulizie di Airport Warsaw Modlin, che hanno fatto il proprio lavoro e l’hanno fatto bene”, ha chiosato il passeggero su Facebook. “E un bel “bidoni” a tutti quelli dell’aeroporto di Bari che hanno avuto a che fare con questa storia”. A sdrammatizzare una storia di ordinaria follia burocratica e logistica resta solo l’amara battuta finale che ha scatenato l’ilarità degli utenti: “Morale della storia: la prossima volta metto il tracker al tracker, così sono sicuro di non perderlo!”.