Il segnale a bordo e il divieto di risalire in aereo per recuperare il portafogli - 2/4
La dinamica ha inizio non appena il passeggero mette piede sulla pista pugliese. “Scendo dall’aereo tutto rilassato e… sorpresa! Il mio portafoglio non c’è”, ha raccontato Latorre ripercorrendo l’accaduto in un lungo post pubblicato sul proprio profilo Facebook. All’interno non c’erano soltanto bancomat e carte di credito, ma anche documenti fondamentali come la patente di guida e l’assicurazione sanitaria statunitensi. A fare la differenza, però, è la presenza di un tracker Bluetooth infilato tra le tessere.
Aprendo l’applicazione sul proprio smartphone, l’uomo localizza istantaneamente l’oggetto: il segnale lo posiziona inequivocabilmente ancora a bordo del velivolo appena lasciato. Latorre chiede così al personale di poter risalire per recuperarlo, indicando persino il numero esatto del proprio posto a sedere, ma si scontra con il rigido protocollo aeroportuale: l’accesso gli viene negato perché l’aereo è già stato preso in consegna dalla squadra degli addetti alle pulizie.