Milano, la candidatura di Calabresi è un cortocircuito: spacca la sinistra ma piace alla destra e a Calenda
La possibile candidatura di Mario Calabresi a sindaco di Milano segna già un enorme cortocircuito: piace molto alla destra e spacca il centrosinistra. Ieri sera l’ex direttore di Repubblica ha ammesso di “stare pensando” alla corsa, confermando per la prima volta in pubblico quel che era già noto da mesi. Sorprende però la dinamica provocata dall’annuncio, visto che Calabresi dovrebbe fare il candidato del campo progressista.
E invece i complimenti arrivano dal centro e da destra. Dopo aver dato disponibilità al centrodestra, Azione si sposta di colpo: “Calabresi sarebbe un ottimo candidato per fare il sindaco a Milano”, dice Carlo Calenda. Ma anche l’ex sindaco Gabriele Albertini si espone: “Sarebbe un candidato imbattibile, prenderebbe voti anche dal centrodestra. Ci penserei anche io”. Persino l’ex governatore Roberto Formigoni sembra convinto: “Calabresi è una persona stimabile, con un curriculum importante”.
Due inevitabili conseguenze. La prima: i malumori nella parte più a sinistra della coalizione progressista. Da tempo Pierfrancesco Majorino si è detto disponibile alle primarie, già affollatissime. Oltre all’ex eurodeputato – favorito nei sondaggi – infatti si sono fatti avanti la vicesindaca Anna Scavuzzo e l’assessore municipale Lorenzo Pacini, oltre a una serie di civici. Avs è perplessa su Calabresi: “Adesso è arrivato il tempo della politica e quindi dei partiti che possano esprimere una classe dirigente e assumersi le loro responsabilità senza intermediazioni”, dice il capogruppo in Regione Onorio Rosati.
L’altro tema è interno alla destra. La convergenza di Azione e di figure come Albertini su Calabresi rafforza l’idea di chi, come Forza Italia, sostiene che l’opzione migliore sia candidare un civico. Il problema è che Ignazio La Russa non cambia idea e insiste su Maurizio Lupi. L’attivismo del presidente del Senato ha provocato il passo indietro di Carlo Cottarelli, sondato nelle scorse settimane da FI: “Non sono disponibile a fare il candidato”, conferma oggi. Troppi tentennamenti sul suo nome. Il leader lombardo di FI Alessandro Sorte se ne rammarica: “Sabotare la candidatura di Cottarelli è stato incosciente”. La Russa si difende: “Ho sentito varie volte Cottarelli, incoraggiandolo a valutare serenamente la candidatura”. Non proprio un endorsement. E così in molti, intanto, si buttano su Calabresi.