"Gravi sospetti": perché quello su Pogacar e Vingegaard non è stato un controllo antidoping normale - 2/3
“Gravi sospetti”: perché quello su Pogacar e Vingegaard non è stato un controllo antidoping normale
Secondo quanto ricostruito da L’Équipe e confermato anche dal Guardian, l’ITA ha chiesto l’autorizzazione al giudice delle libertà e della detenzione del tribunale di Parigi per poter effettuare controlli tra le 23 e le 6 del mattino, fascia oraria nella quale i regolamenti UCI e il Codice mondiale antidoping vietano normalmente i test, salvo casi particolari. Come un decreto di circa 10 anni fa che finora non era mai stato applicato durante il Tour. La normativa francese infatti prevede che un controllo notturno possa essere autorizzato soltanto se esistono “gravi e concordanti sospetti” di una violazione delle norme antidoping oppure il rischio concreto che, aspettando il mattino, possano andare perdute prove utili. Il magistrato deve inoltre verificare che il provvedimento sia proporzionato rispetto all’obiettivo della tutela dell’integrità sportiva e della salute degli atleti.
L’ITA ha successivamente precisato che tutte le procedure sono state svolte nel rispetto del Codice WADA, dei regolamenti UCI e della legislazione francese. Il giudice quindi ha ritenuto che sussistessero per Pogacar e Vingegaard le condizioni indicate dalla legge. Sempre l’agenzia ITA ha sottolineato anche che i controlli notturni rappresentano uno strumento eccezionale e vengono utilizzati soltanto quando ritenuti necessari. La modalità del controllo ha però provocato immediate proteste. Pogacar ha definito “disumano” svegliare gli atleti nel pieno della notte durante la corsa più importante della stagione. Lo sloveno ha anche ipotizzato che la notte insonne possa aver inciso sulla prestazione di Vingegaard, caduto poche ore dopo durante la tappa alpina e costretto a un clamoroso ritiro. L’ITA ha difeso il proprio operato, riconoscendo che i controlli notturni possono disturbare il riposo degli atleti, ma sostenendo che un programma antidoping efficace deve poter prevedere verifiche anche fuori dagli orari abituali quando le circostanze lo richiedono.