Il verdetto del giudice: "Nessun imbroglio, la crisi nasce da una malattia" - 3/4
Il giudice Cristian Soscia, della quinta sezione civile del Tribunale di Firenze, ha analizzato minuziosamente la richiesta prima di firmare il decreto. Due sono stati i fattori ritenuti decisivi per concedere lo sconto sui debiti. Il primo è che Ceccherini ha riconosciuto la propria fragilità e ha avviato da tempo un percorso di cura. Come si legge nel provvedimento del Tribunale, l’attore, sostenuto dalla compagna, “si sarebbe determinato ad intraprendere un percorso in ambito sanitario, rivolgendosi al competente SerD; in tale sede gli sarebbe stata diagnosticata la patologia del ‘Dga – Disturbo del gioco di azzardo'”.
Questa dipendenza ha letteralmente bruciato i grandissimi guadagni accumulati da Ceccherini negli anni d’oro della sua carriera cinematografica, spingendolo a dilapidare il patrimonio nelle scommesse e a chiedere continui prestiti ad amici e conoscenti. Proprio per questo il giudice ha stabilito che non c’è stata malafede, frode o colpa grave da parte dell’attore, scrivendo che la crisi: “ha origine esclusivamente da una condizione clinica documentata che ha compromesso la capacità di autodeterminazione del soggetto nelle scelte economiche e finanziarie”.