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“Avrei potuto benissimo fare la madre a 20 anni, o a 35, ma non è capitato. Ho avuto Anna a 42 anni, certo è faticoso ma ero pronta. Suo padre? Non stiamo più insieme ma lui è molto presente”: così Cristiana Capotondi

In un'intervista a Vanity Fair, l'attrice riflette sulla decisione di diventare madre a 42 anni, sulla fine della relazione con il padre biologico della bambina e sulla bellezza delle famiglie non convenzionali

di Redazione FqMagazine

"Ho incontrato Anna nel momento in cui ero pronta" - 3/3

L’incontro con la figlia ha rappresentato per l’attrice una vera e propria rivoluzione interiore, ridefinendo il suo rapporto con il tempo e con gli altri. Un’evoluzione che, a detta di Capotondi, sarebbe stata profondamente diversa se vissuta in un’altra stagione della vita: “Avrei potuto benissimo fare la madre a 20 anni, o a 35, ma non è capitato e poi sarei stata completamente diversa. Ho incontrato Anna nel momento in cui ero pronta“. La presenza della bambina ha finito per scardinare vecchie rigidità emotive, regalando all’attrice una nuova lente d’ingrandimento attraverso cui guardare le relazioni umane. Anna, spiega infatti la madre, “ha rotto molti argini e mi ha restituito l’infanzia e il gioco. Prima di lei non riuscivo ad accettare l’idea che il mio tempo emotivo non combaciasse con quello di una persona a me cara. Ora guardo tutti come i bambini che sono stati, sono molto più comprensiva”.

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