"Cosa sapevano Carlo e William della condotta di Andrea?" - 2/3
Dall’ottobre dello scorso anno, il duca di York è diventato “solo” Andrea Mountbatten- Windsor perché il re, spinto dai giornali e dalle pressioni dell’opinione pubblica, non ha più potuto voltare la testa dall’altra parte e ha cercato di arginare il danno. Prima è arrivato lo sfratto dal Royal Lodge nel quale Andrea viveva da vent’anni senza pagare che “un grano di pepe” di affitto, poi è arrivato il decreto per rimuovere tutti i titoli e le onorificenze non più assimilabili al suo nome. Il vero cambio di passo, però, è arrivato il 19 febbraio, quando Andrea Mountbatten-Windsor è stato prelevato dalla sua nuova casa a Sandringham, per essere posto in stato di fermo di polizia ed interrogato per 11 ore.
Pochi giorni dopo è stata la volta di Peter Mandelson, politico laburista, ex ministro ed in ultimo, nel 2024, nominato ambasciatore a Washington dal governo di Keir Starmer. Anche lui appare in maniera schiacciante negli Epstein Files e anche su di lui si è concentrata l’attenzione degli inquirenti. Ma non basta, perché secondo Republic, adesso tocca alla corona parlare e supportare le inchieste, tanto che l’organizzazione sta valutando di avviare una propria azione legale contro il fratello del sovrano. Ed è proprio a tal proposito che viene ripetuta in maniera ossessiva la domanda scritta sullo striscione srotolato nella sala del trono e che mette in difficoltà la monarchia: cosa sapevano Carlo e William della condotta di Andrea, cosa sapevano dei suoi traffici con Epstein, dei loro affari, delle loro serate, delle loro frequentazioni?