Pugno duro contro chi “pensa di riportare Palermo indietro” se necessario anche facendo intervenire l’esercito. Perché, assicura Meloni, lo Stato è “determinato, agisce e colpisce“.
Giorgia Meloni a Palermo per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel giorno in cui è stato inferto un nuovo colpo alla “banda dei kalashnikov” con 15 arresti, promette azioni “straordinarie” per il capoluogo siciliano. E lo fa in un’occasione anche simbolica, a pochi giorni dall’anniversario dell’attentato di via D’Amelio, in cui vennero uccisi Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.
Nella stessa giornata di oggi la presidente ha ricordato anche la strage di Capaci del 23 maggio 1992, rendendo omaggio alla stele dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, lungo l’autostrada A29, in prossimità di Capaci, e, successivamente, partecipando alla cerimonia dedicata alla Fiat Croma sulla quale viaggiavano il magistrato ucciso e la moglie.
“Sappiamo bene cosa è accaduto in alcune zone di questa città, in particolare nelle periferie nord-ovest, in diversi comuni della fascia costiera, da Isola delle Femmine a Capaci e Carini: le raffiche di kalashnikov, le intimidazioni a commercianti e imprenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini, sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare – ha sottolineato Meloni -. Sono qui soprattutto per dire grazie, perché lo Stato non è rimasto a guardare”. Meloni ha quindi elogiato il lavoro dei carabinieri. “Gli autori e i mandanti di attentati e intimidazioni che da novembre hanno terrorizzato il mandamento di Tommaso Natale San Lorenzo, sono le stesse mani che avevano riportato i kalashnikov nelle strade di questa città – ha aggiunto – Un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore De Lucia con accuse che arrivano fino a estorsione e detenzione di armi da guerra aggravate da metodo mafioso. È un segnale che considero inequivocabile, particolarmente bello perché arriva in questa settimana”.
Secondo Meloni il comitato dovrà “trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio” di Palermo, “a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure”.
Il messaggio, ha sottolineato ancora Meloni “deve essere chiaro: lo Stato c’è, non lascia sole le persone per bene, quelle che ogni giorno si rimboccano le maniche per creare ricchezza e lavoro in questo territorio. Però io penso possiamo riuscire a fare di più, che possiamo riuscire a fare ancora meglio”.
Palermo, ha aggiunto ancora, “ha contribuito all’identità e alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso. È un luogo in cui lo Stato ha dimostrato, forse più che in ogni altro, la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano, di fronte alla violenza mafiosa. È un messaggio che raccogliamo e proviamo a rilanciare, con la stessa determinazione anche oggi, non solo celebrando i nostri eroi del passato ma provando a capire come si possa fare la nostra parte per essere all’altezza di quell’esempio, di quell’insegnamento”.
Parlando nello specifico delle forze in dotazione a Palermo, Meloni ha annunciato che Piantedosi “ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio” e che queste sono “unità che si sommano alle 850 già destinate a quest’area dal 2025 ad oggi”. Intanto Piantedosi, ha detto ancora, “ha individuato ulteriori risorse per l’assunzione di personale di polizia locale e attività straordinarie di controllo. Ai 9 milioni di euro già assegnati a Palermo e ai comuni dell’area metropolitana se ne aggiungeranno altri 6, risorse molto preziose che servono a finanziare progetti di sicurezza urbana e potenziamento di presidi sul territorio”.