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Conte affronta Meloni: “Sulla strage di Bologna a quale terrorismo ti riferisci? Neghi le sentenze sulla matrice neofascista?”

Il leader M5s: "Quando un presidente del Consiglio parla al Paese non genera confusione". Schlein: "Quando si governa serve conoscere la storia del nostro paese e anche farla conoscere"
Conte affronta Meloni: “Sulla strage di Bologna a quale terrorismo ti riferisci? Neghi le sentenze sulla matrice neofascista?”
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Giorgia Meloni, a quale ‘terrorismo’ ti riferisci? Quando un Presidente del Consiglio parla al Paese non genera confusione. Sai bene che ci sono condanne passate in giudicato che hanno confermato la matrice ‘neofascista’ della strage di Bologna. Vuoi disconoscerle?”. A affrontare apertamente la presidente del Consiglio dopo il messaggio monco proprio della parola “neofascista è il leader del M5s Giuseppe Conte. Meloni nel suo post sui social – arrivato a commemorazioni concluse – ha scritto in relazione all’attentato più sanguinoso della storia repubblicana che “il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci”.

“Che significa il ‘terrorismo’? – replica Conte – Esiste il terrorismo ispirato al fondamentalismo religioso, quello di matrice etnica, quello separatista e, infine, c’è il terrorismo che ha imperversato in Italia ispirato da motivazioni ideologiche e politiche, con formazioni di estrema destra e di estrema sinistra”. In questo caso tutte le numerose sentenze hanno confermato che fu un attentato di matrice neofascista e piduista, portato a compimento dunque con pezzi deviati dello Stato. Poco prima Conte – nel messaggio in ricordo del 46esimo anniversario dell’attentato alla stazione di Bologna – aveva sottolineato: “La memoria è un dovere civile. Difenderla significa respingere ogni tentativo di riscrivere la storia e custodire i valori democratici su cui si fonda la nostra Repubblica”.

Prima del breve intervento della presidente del Consiglio sui suoi social, era stata la segretaria del Pd Elly Schlein ad anticipare il tema. Per governare, ha detto a margine delle commemorazioni, “è importante anzitutto conoscere la storia del nostro paese. Noi continueremo a fare la nostra parte, anche nelle aule parlamentari, per evitare qualunque tentativo di riscrittura della nostra storia e qualunque legittimazione a piste che sono già state completamente smentite da intere sentenze”, come, sottolinea, “la pista palestinese”. “Le sentenze – incalza ancora Schlein – “affermano già una verità giudiziaria che le istituzioni devono non solo conoscere, ma far conoscere e continuare ad attuare, trarne insegnamenti per il presente”.

Per Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, quella di Meloni “non è una dimenticanza: è una scelta politica. Le 85 vittime e gli oltre 200 feriti meritano una memoria fondata sulla verità, non su formule generiche che cancellano le responsabilità storiche. La presidente del Consiglio non può commemorare le vittime senza avere il coraggio di pronunciare la parola neofascismo. Questa omissione arriva mentre si moltiplicano i tentativi di riscrivere la storia e di mettere in discussione le sentenze definitive sulla strage di Bologna”. Bonelli intravede nell’atteggiamento della premier “la continua rincorsa di Meloni al consenso dell’estrema destra, fino a inseguire le posizioni di Vannacci. Ma la memoria della strage di Bologna non può essere sacrificata a un calcolo elettorale“.

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