Tragedia sfiorata lo scorso aprile per un volo Ascend Airways per conto di Wizz Air, decollato dall’aeroporto di Luton, vicino Londra, e diretto ad Atene. A raccontarlo, dopo mesi di indagini, è l’AAIB, l’ente britannico che si occupa di investigare sugli incidenti aerei (l’equivalente della nostra ANSV), che il 9 luglio ha pubblicato un bollettino inquietante.
A bordo c’erano 168 persone: 162 passeggeri, quattro assistenti di volo e due piloti. L’aereo, riporta l’inchiesta del Telegraph, “è sfuggito al disastro per soli due secondi a causa di un errore informatico dei piloti durante il decollo”.
Il problema, spiega l’AAIB, riguarda le cosiddette “V speeds”: sono i calcoli che i piloti devono inserire nel computer di bordo prima del decollo per sapere esattamente a quale velocità l’aereo deve staccarsi da terra. Numeri che, se sbagliati, possono trasformare qualche centinaio di metri di pista in una manciata di secondi di vita o di morte.
Tutto nasce da un dettaglio apparentemente banale: la torre di controllo di Luton aveva offerto all’equipaggio una scorciatoia per raggiungere la pista, facendo decollare l’aereo non dall’inizio, ma da un punto più avanzato, una manovra nota come “intersection departure”, comune per risparmiare tempo e carburante quando la pista è sufficientemente lunga.
Il punto è che, in questi casi, la potenza dei motori va aumentata per compensare lo spazio di pista più corto. I piloti erano convinti di aver aggiornato correttamente le V speeds nel Flight Management Computer, ma non lo avevano fatto. Risultato: potenza dei motori troppo bassa, corsa di decollo troppo lunga, salita troppo lenta.
Secondo i calcoli incrociati degli investigatori con i dati di FlightRadar24: l’aereo si è staccato da terra con soli 162 metri di pista rimanente, viaggiando a circa 168 km/h. Appena due secondi prima di finire l’asfalto a disposizione.
Sorvolando la fine della pista, l’aereo si trovava a un’altezza di circa 4 metri, contro un minimo di sicurezza previsto dalle normative di 11 metri per garantire un margine di distacco sicuro da eventuali ostacoli. Le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto, riprese dalla stampa britannica, mostrano l’aereo così basso da risultare a malapena visibile oltre gli hangar e i velivoli parcheggiati a bordo pista.
Gli investigatori dell’AAIB hanno dichiarato “se in quei secondi ci fosse stata una perdita di spinta ai motori, l’equipaggio non avrebbe avuto modo né di fermare l’aereo sulla pista rimasta, né di guadagnare l’altezza minima di sicurezza per proseguire il decollo in sicurezza”.
Riceviamo e pubblichiamo da Wizzair
La sicurezza è la massima priorità di Wizz Air e prendiamo molto sul serio i risultati dell’indagine dell’AAIB.
Il volo in questione è stato operato da Ascend Airways in base al Certificato di Operatore Aereo (AOC) di Ascend Airways; si trattava di una compagnia aerea britannica soggetta alla supervisione della CAA del Regno Unito e, pertanto, soggetta agli stessi standard di qualsiasi altra compagnia aerea britannica. In base a tale accordo, Ascend Airways era responsabile dell’operatività del volo, compresa la condotta dell’equipaggio di volo e il rispetto di tutte le procedure operative e dei requisiti normativi applicabili. L’AAIB ha identificato questo evento come un errore procedurale isolato dell’equipaggio di volo e non ha riscontrato alcuna carenza tecnica del velivolo, alcuna carenza nel Sistema di Gestione della Sicurezza di Wizz Air, né alcuna più ampia preoccupazione sistemica in materia di sicurezza.
A seguito dell’evento, Wizz Air ha esaminato l’accaduto insieme ad Ascend Airways e ha preso in considerazione sia i risultati dell’indagine condotta dall’operatore sia il rapporto dell’AAIB.
• Il volo è stato operato da Ascend in base al proprio AOC.
• Ascend era responsabile dell’esecuzione del volo e del rispetto delle procedure operative.
• L’AAIB ha ritenuto che si trattasse di un errore procedurale isolato dell’equipaggio di volo.
• L’AAIB non ha individuato alcuna carenza nel Sistema di gestione della sicurezza di Wizz Air.
• L’AAIB non ha individuato alcuna preoccupazione sistemica più ampia in materia di sicurezza.
Wizz Air esercita una rigorosa supervisione su tutti i partner con cui stipula contratti di wet lease. Prima di essere selezionato, ogni operatore deve soddisfare severi requisiti normativi, operativi e di sicurezza. Per tutta la durata della partnership, gli operatori sono soggetti a una supervisione continua, che comprende il monitoraggio periodico delle prestazioni, verifiche di sicurezza e audit, al fine di garantire la conformità sia ai requisiti normativi sia agli standard operativi propri di Wizz Air.
Ci aspettiamo dai nostri partner di wet lease lo stesso impegno senza compromessi in materia di sicurezza che richiediamo alle nostre operazioni interne. Ogni volta che viene individuato un evento relativo alla sicurezza, esso viene esaminato approfonditamente insieme all’operatore; ove necessario, vengono attuate le opportune azioni correttive e gli insegnamenti tratti vengono integrati nei nostri processi di supervisione.
La sicurezza dei nostri passeggeri, del nostro equipaggio e dei nostri aeromobili rimarrà sempre la massima priorità di Wizz Air.