Come contrastare la mancanza d’acqua in Piemonte? L’ideona di Fratelli d’Italia: svuotare i fiumi. Gli attivisti: “È incostituzionale”
Il Piemonte è alle corde. La siccità incombe. Manca la neve in montagna e piove il 50% in meno. Il fiume Po ha perso fino al 76% della sua portata. L’Alta Langa e la Valle Bormida ricorrono alle autobotti. Al punto che la Regione ha riaperto l’Osservatorio per monitorare l’acqua potabile e l’agricoltura. Ma niente paura. Fratelli d’Italia sembra avere la soluzione. È tutto spiegato in due ordini del giorno presentati recentemente da alcuni consiglieri regionali del partito di Giorgia Meloni. La proposta è quella di ricorrere ai corsi d’acqua esistenti. Tutti, senza eccezione. Andando in deroga al Regolamento regionale del dicembre 2021 “Disposizioni per l’implementazione del Deflusso ecologico”. Che assicura che in un corso d’acqua naturale debba sempre scorrere una quantità minima di acqua. Necessaria per preservare la biodiversità, le caratteristiche dell’habitat e raggiungere gli obiettivi ambientali europei. “È un’assurdità!” spiega a ilfattoquotidiano.it Emilio Delmastro, segretario di Pro Natura Piemonte. L’associazione nei giorni scorsi ha pubblicato un comunicato nel quale esprime critiche feroci alla proposta dei meloniani, partendo dall’ordine del giorno n. 681 (“Deflusso Ecologico, la Direttiva Europea parla di obiettivi ambientali a favore delle acque e l’agricoltura è la sua prima alleata”), presentato dai consiglieri regionali piemontesi Claudio Sacchetto, Davide Zappalà, Paola Antonetto, Marina Bordese ed Alessandra Binzoni.
Nel documento in questione si legge che la Giunta dovrà provvedere “a raccogliere e ad avvalersi di tutti gli studi scientifici conclusi ed in itinere che dimostrino il ruolo fondamentale della gestione irrigua in ambito agricolo come sistema di alimentazione delle falde sotterranee”. Quindi dovrà “dare vita ad un percorso che preveda la modifica dell’articolo 6 “Deroghe” del Regolamento regionale del dicembre 2021 per garantire l’applicazione del Deflusso Ecologico nei corsi d’acqua a regimazione non costante quali tutti i torrenti, i fiumi a carattere torrentizio e tutti i corsi d’acqua dove oggettivamente è impossibile garantire un DE efficace senza la corretta flessibilità”. Quindi “a concordare tali soluzioni con i Consorzi irrigui della Regione”, con i quali va siglato un accordo prima di procedere all’applicazione del DE. Quindi “a concordare tali soluzioni con i Consorzi irrigui della Regione”, con i quali va siglato un accordo prima di procedere all’applicazione del DE.
Ad integrazione del primo, c’è anche un secondo Ordine del giorno, il n. 701, che è titolato (testualmente) “siccità e gestione della risorsa acqua, dichiarazione dello stato di crisi idrica, valutare la richiesta di istituzione di una “ZES Agricola Piemonte” per agevolazioni agli investimenti per la sicurezza idrica e la realizzazione di microinvasi consortili”. Nel documento del meloniani, oltre a ribadire la necessità di derogare dalle Disposizioni sul DE, si chiede alla Giunta di “valutare l’attivazione delle procedure per dichiarare lo stato di emergenza idrica per il settore primario, dando seguito all’atto con le dovute azioni e deroghe che possano migliorare la situazione”. Non da ultimo “ad avviare un confronto istituzionale con il Governo, i Ministeri competenti e la Commissione europea affinché sia valutata l’istituzione di una misura speciale assimilabile a una “ZES Agricola Piemonte” o di altro strumento equivalente di incentivazione fiscale destinato agli investimenti di accumulo irriguo del comparto agricolo regionale”. Quindi “a promuovere, con queste risorse, la realizzazione di una rete regionale di microinvasi consortili, laghetti irrigui e opere diffuse di accumulo delle acque, utilizzando come base tecnica e progettuale la mappatura e gli studi già disponibili presso la Regione”. Insomma, il punto centrale per FdI sembra essere quello delle Deroghe, giustificate dalla situazione di emergenza.
Nessuna reazione si segnala per ora da parte di altri gruppi politici. Neppure di quelli all’opposizione. In compenso Pro Natura Piemonte è perentoria. “La salute dei nostri fiumi e la qualità dell’acqua che bevono i cittadini piemontesi non sono negoziabili”. E poi: “Attenzione, perché questa strada è sbagliata e rischia di essere anche incostituzionale“, dal momento che gli argomenti utilizzati dai consiglieri sarebbero “gravemente carenti” dal punto di vista giuridico. Motivo per il quale se la Regione procedesse con l’approvazione, si potrebbe aprire un contenzioso davanti alla Corte Costituzionale. Le Regioni possono intervenire in materia ambientale solo per aumentare il livello di tutela, non per abbassarlo, come ha stabilito una sentenza del 2026 della Corte Costituzionale. Ma i pericoli che si annidano nei due Ordini del giorno sono altri. Non meno temibili. Il primo riguarda gli “obiettivi ambientali meno rigorosi”, che a detta dei consiglieri di FdI potrebbero essere fissati, seguendo la direttiva europea sulle acque. Per Pro Natura Piemonte richiamare la siccità non può giustificazione un ulteriore deterioramento dello stato ecologico.
Il secondo pericolo riguarderebbe i cosiddetti “casi particolari”. Che giustificano una deroga che dovrebbe essere temporanea, eccezionale e motivata, mentre rischia di diventare permanente, ordinaria e comoda. Ultimo pericolo. Molto rischioso. La “lacuna” nel Regolamento regionale del dicembre 2021, richiamata dai consiglieri di FdI, sarebbe stata causata dall’eliminazione delle vecchie deroghe legate ai deficit idrici stagionali. Per l’Associazione non esiste lacuna. Dal momento che le deroghe sono state espunte volutamente, perché incompatibili con la disciplina superiore. La mancanza di acqua è sempre più slegata dall’alternarsi delle stagioni. Una questione complessa. Che FdI sembra voler ridurre ad una battaglia per l’agricoltura. Da vincere introducendo delle deroghe. Che Pro Natura Piemonte ritiene possano mettere a repentaglio le tutele ambientali.