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Slitta il voto sul riconoscimento facciale con l’IA. Bruxelles: “Norma Ue vieta la sorveglianza negli spazi accessibili al pubblico”

Chigi: "Rispettiamo il dettato europeo". Ma il via libera in Commissione slitta per il parere critico di Forza Italia. Pd: "Fatto gravissimo con momenti di tensione". Baldino (M5s): "Scudo per le chat di Delmastro, ma i cittadini verrebbero schedati"
Slitta il voto sul riconoscimento facciale con l’IA. Bruxelles: “Norma Ue vieta la sorveglianza negli spazi accessibili al pubblico”
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Doppio smacco per il governo Meloni sul riconoscimento facciale, grazie alle telecamere di videosorveglianza e all’intelligenza artificiale per raccogliere i dati biometrici dei cittadini. L’Europa e le divisioni in seno alla maggioranza (con i distinguo di Forza Italia) rallentano l’approvazione delle nuove norme sulla sicurezza, proprio mentre palazzo Chigi vuole accelerare su impulso del sottosegretario Alfredo Mantovano. Prima è giunto il rinvio del voto in commissione Affari europei della Camera dei deputati. Poi il monito di Bruxelles: “Il riconoscimento facciale negli spazi accessibili al pubblico è una pratica vietata”, ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, rispondendo a una domanda sul provvedimento in discussione nel Parlamento italiano. Fonti della presidenza del Consiglio, tuttavia, ribadiscono all’Ansa il rispetto del dettato europeo. Le opposizioni intano paventano il Grande fratello e il Partito democratico invoca il ritiro del provvedimento con l’eurodeputato Sandro Ruotolo. “Una norma che si pone palesemente in contrasto con le norme europee che regolano il riconoscimento facciale in tempo reale e vietano quello generalizzato e sproporzionato negli spazi pubblici”, ha dichiarato la segretaria dem Elly Schlein. “Il governo litiga su tutto, è distante dai problemi delle persone, vanno spediti solo sul Grande Fratello: assecondare la loro ossessione per il controllo e la sorveglianza di tutti i cittadini. Evidentemente preferiscono controllare le persone, anziché risolverne i problemi”.

Il richiamo da Bruxelles e la risposta del governo Meloni: “Rispettiamo le norme Ue”

Il regolamento europeo denominato IA act, ha sottolineato Regnier, è applicabile dallo scorso anno e diventerà esecutivo nel corso del 2026. Tuttavia l’intenzione dell’Europa, secondo il portavoce della Commissione, è quella di evitare che l’IA sia “utilizzata per sorvegliare le persone nei loro spostamenti quotidiani negli spazi accessibili al pubblico”. Il funzionario di Bruxelles ha aggiunto di non disporre di tutti gli elementi riguardo al dibattito italiano e non voler anticipare giudizi in merito. Poco dopo, in mattinata, fonti di palazzo Chigi hanno consegnato all’Ansa la replica del governo al monito della Commissione: “Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorità giudiziaria”. Chigi rivendica perfino un primato: “Siamo stati i primi in Europa – aggiungono le stesse fonti – ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo”

De Luca (Pd): “Maggioranza divisa e momenti di tensione con il ritiro del parere critico di Forza Italia”

Intanto, le commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato hanno dato parere favorevole sul decreto legislativo, con il voto compatto della maggioranza e la bocciatura delle opposizioni. Ma anche le destre mostrano perplessità, sollevando 15 osservazioni all’attenzione al governo. Ad esempio, che l’esecutivo valuti “l’opportunità di chiarire la natura della banca dati di riferimento e di definirne, anche tramite rinvio al decreto di cui all’articolo 9 comma 5, i requisiti minimi relativi all’accuratezza e all’affidabilità, alle misure di sicurezza, ai tempi di cancellazione e alle garanzie di non incrementalità del set di confronto per ogni singolo utilizzo autorizzato”. Al governo si chiede anche di valutare “l’opportunità di chiarire in maniera più puntuale l’autonomia tra il momento di mera acquisizione delle immagini, rispetto a quello successivo di attivazione delle tecnologie di intelligenza artificiale per l’analisi di quelle immagini”.

Ieri era arrivato il sì della commissione Politiche Ue del Senato, ma con il parere critico della deputata di Forza Italia Cristina Rossello, suscitando disappunto a palazzo Chigi. Secondo il Partito democratico, il rinvio odierno è dovuto alle perplessità in seno alla stessa maggioranza. “Questa mattina Forza Italia aveva depositato un parere favorevole che tuttavia teneva conto anche di alcune delle criticità da noi sollevate in un apposito parere di opposizione”, ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo dem in commissione Politiche Ue della Camera. “Poi quel testo è stato ritirato con la motivazione che fosse necessario un ulteriore approfondimento, ci sono stati anche momenti di tensione“, ha aggiunto il deputato. Sottolineando “il segnale di una maggioranza divisa, dove prevale un clima da caserma su un provvedimento che rischia di farci scivolare verso uno stato di polizia”.

Il rinvio del voto in commissione Affari europei della Camera “è un fatto molto grave”, ha commentato Marianna Madia, vicepresidente della Commissione deputata di Iv-Casa Riformista. “Questa mattina la maggioranza si è svegliata e ha chiesto uno stop imprevisto al parere nel quale la relatrice teneva conto di alcune criticità emerse nelle tante audizioni di esperti da me richieste – ha sottolineato l’onorevole -. Il parere della maggioranza metteva in luce alcune criticità e quindi non era gradito. Questo ha mandato il centrodestra in confusione”. “Anche alla luce del blitz di ieri in Senato denunciato dal collega Sensi si tratta di una fatto politico gravissimo. La maggioranza sembra una caserma che deve seguire diktat di Palazzo Chigi, anche su materie delicatissime come la privacy“, ha concluso Madia.

In un’intervista a La Repubblica, oggi il senatore dem Filippo Sensi ha accusato la maggioranza di puntare dritto verso “lo Stato di polizia“, con l’approvazione del decreto legislativo sul riconoscimento facciale. Secondo Sensi “probabilmente una manina a Palazzo Chigi ha pensato di dare una spinta a questo provvedimento nel polverone securitario di questi giorni” con lo scopo di “continuare a battere il ferro della propaganda contro i violenti nelle manifestazioni, oppure approfittare delle distrazioni estive e fare un passo verso scenari da Orwell all’amatriciana”. Secondo l’esponente del Partito democratico, si tratta di una sorveglianza intesa come “pesca a strascico. Una specie di Ice digitale“.

I dubbi di Forza Italia, Tajani

Non solo le opposizioni. A rallentare il governo è soprattutto Forza Italia con i pareri critici espressi nelle Commissioni. “Noi abbiamo detto che l’Unione europea ha dato delle linee e noi seguiremo quelle linee”, ha annunciato il vicepremier e segretario di FI Antonio Tajani. “I sistemi di riconoscimento facciale – ha dichiarato il capogruppo di Forzista alla Camera Enrico Costa – vanno accompagnati da regole che assicurino trasparenza, controllabilità e rispetto della privacy e dei diritti delle persone. Dubbi rilanciati anche da Cristina Rossello, deputata azzurra e relatrice in Commissione Politiche dell’Unione europea: “L’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento europeo sull’IA è un passaggio di grande rilievo, soprattutto quando riguarda l’utilizzo dei sistemi di IA nelle attività di polizia e nei procedimenti penali. Parliamo di strumenti innovativi e delicati, come l’identificazione biometrica in tempo reale, il riconoscimento facciale a posteriori e l’uso di dati biometrici per la ricerca di persone scomparse o la prevenzione di minacce imminenti. Proprio per questo servono regole chiare, garanzie solide e piena tutela dei diritti individuali riconosciuti dall’ordinamento nazionale ed europeo”.

Più poteri alle forze dell’ordine senza l’autorizzazione del giudice. Baldino (M5s): “Scudo per le chat di Delmastro, ma i cittadini verrebbero schedati”

Tra i punti più controversi il comma 6 dell’articolo 8. Dove si prevede che “nei casi d’urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare un pregiudizio grave e irreparabile” per la ricerca di persone scomparse, vittime di sequestro e tratta di essere umani, in quel caso “l’utilizzo del sistema di IA può essere avviato (…) dall’organo di polizia procedente, previa comunicazione, anche in forma orale” al magistrato. L’effetto sarebbe di ampliare i poteri di sorveglianza delle forze dell’ordine senza l’autorizzazione preventiva della magistratura. Gli ufficiali di pubblica sicurezza (polizia e carabinieri), infatti, potrebbero utilizzare l’intelligenza artificiale solo con una telefonata al pubblico ministero, saltando l’autorizzazione del giudice per le indagini preliminari.

Il dem Piero De Luca punta il dito sulle contraddizioni rispetto al dettato del regolamento europeo: “Con questo decreto si rischia un Grande Fratello, perché l’articolo 10 introduce una profilazione di massa preventiva che non è prevista dall’AI Act. Il testo va ben oltre il regolamento europeo anche rispetto all’articolo 8, laddove non prevede l’autorizzazione di un giudice per l’utilizzo dei dati biometrici“. Anche il Movimento 5 stelle è fortemente critico sul provvedimento, con il commento della deputata Vittoria Baldino ai microfoni della trasmissione Agorà Estate su Rai3: “Oggi ci parlano di riconoscimento facciale come strumento di prevenzione. Ma lo stesso dicevano del fermo preventivo: eppure alcune persone individuate dopo gli scontri da condannare di Torino erano state già individuate in precedenti scontri”. Secondo la pentastellata “i nuovi decreti sicurezza sono il fallimento” delle misure precedenti. E “mentre oggi ci parlano di schedature, di profilazione, di riconoscimento facciale, in Parlamento stanno scudando Delmastro che ha fatto affari con un prestanome della camorra. Questa è l’immagine di una giustizia con due pesi e due misure e di un’azione politica del centrodestra che sulla sicurezza è fallimentare sotto tutti i punti di vista. Non vorrei mai vedere scontri come quelli in Val di Susa, non vorrei mai vedere le nostre città messe a ferro e fuoco, non vorrei mai vedere un poliziotto aggredito. Tutto questo consente al centrodestra di spostare l’attenzione rispetto ai propri fallimenti”.

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