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“Milano è un po’ la città italiana che rappresenta il sogno americano ma chi fatica ad arrivare a fine mese rappresenta la maggioranza delle persone che ci vivono”: Pilar Fogliati parla della serie Una Piccola Formalità

L'attrice presenta all'Italian Global Series Festival di Riccione la nuova serie tratta dal romanzo di Alessia Gazzola e, in un'intervista a Vanity Fair, riflette sulla Milano lontana dai lustrini, racconta il sogno di diventare avvocata e spiega perché, nel suo mestiere, "ci vuole impegno"

di Redazione FqMagazine
“Milano è un po’ la città italiana che rappresenta il sogno americano ma chi fatica ad arrivare a fine mese rappresenta la maggioranza delle persone che ci vivono”: Pilar Fogliati parla della serie Una Piccola Formalità

Si intitola Una piccola formalità, è tratta dall’omonimo romanzo di Alessia Gazzola ed è presentata all’Italian Global Series Festival di Riccione da Pilar Fogliati, protagonista della serie nel ruolo di Rachele. A Vanity Fair l’attrice racconta come la storia sia ambientata in una Milano diversa da quella dei lustrini e della ricchezza: una città in cui il costo della vita è sempre più alto e dove non tutti riescono a entrare a far parte del mondo scintillante che spesso viene raccontato. Rachele, infatti, si barcamena con il suo lavoro di giornalista finché uno zio non le lascia un’eredità.

Milano è un po’ la città italiana che rappresenta il sogno americano. Il luogo dove le persone vanno a vivere per cercare di raggiungere i loro obiettivi professionali. Alcuni ce la fanno, altri ce la mettono tutta ma faticano, altri ancora non ci riusciranno mai. Un aspetto poco raccontato della città anche se Arianna e Rachele (le protagoniste, ndr), nel loro faticare ad arrivare alla fine del mese, in realtà rappresentano la maggioranza delle persone che vivono a Milano”, spiega Fogliati. Per l’attrice romana non è nemmeno la prima volta nei panni di una milanese: è successo nel film Il profilo dell’altra, diretto da Francesco Bruni.

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