Un fronte comune contro le guerre e l’impegno per creare un’alternativa al governo Meloni. A Napoli, in occasione della prima manifestazione unitaria del campo largo, M5S e AVS hanno ribadito la loro contrarietà alla corsa al riarmo. Con la segretaria del Pd Elly Schlein che dal palco ha ricordato: “L’articolo 11 della nostra Costituzione dice chiaramente che l’Italia ripudia la guerra quindi diciamo basta con le guerre illegali di Trump, Netanyahu e Putin, stanno cercando di riscrivere il diritto internazionale per sostituirlo con la legge del più ricco e del più forte, noi dobbiamo difendere l’articolo 11”.
“Noi diremo no al 5% del Pil per le spese militari – spiega Nicola Fratoianni di AVS – è una scelta folle, insostenibile e sbagliata. Per fare solo un esempio, questo è un paese che ha circa 30mila precari dell’università che con un miliardo e mezzo all’anno potrebbero diventare stabili e noi invece ci impegniamo nei prossimi anni a spendere 10 volte di più per l’aumento della spesa militare. Giorgia Meloni ad Ankara ha ribadito quello che già sapevamo – conclude Fratoianni – cioè che al di là dei post, delle polemiche e delle brutte parole di Trump, l’Italia è sempre subalterna agli Stati Uniti”.
“Meloni dovrebbe spiegare dove va a prendere questi 19 miliardi (per le armi ndr.) già programmati nella legge di bilancio – dice a margine dell’iniziativa del campo largo il presidente del M5S Giuseppe Conte – dove li prende considerando la situazione economica dei nostri cittadini, delle famiglie sempre più povere e delle imprese schiacciate dalla pressione fiscale record. La realtà – conclude Conte – è che con questo governo ci stiamo tutti impoverendo ma si arricchiscono i gruppi imprenditoriali e i poteri forti”.
Sulla stessa linea anche Angelo Bonelli. “È ridicolo chi prende in giro gli italiani – dice Bonelli – dicono che non si possono alzare gli stipendi e non investono nella sanità pubblica perché non ci sono risorse, però per rabbonire Trump e le industrie belliche i soldi li trovano”.
Ad Ankara, nel corso del vertice Nato, i 31 alleati hanno accettato alzare ancora la spesa militare entro il 2035.